“Ehi tu, elegantone!”, “Butta il cinturone!”, “Ti comunico che io mi sono arrabbiato”, “Ce la giochiamo a birra e salsicce?”, “spappolapalle” e così via. Ancora oggi, milioni di fan in tutto il mondo si ripetono queste citazioni a memoria e ogni volta è una botta di buonumore. Perché questo è stato, ed è, il cinema di Bud Spencer e Terence Hill, film che andavano bene negli anni ’70, ’80 o ancora oggi. Film leggeri, ma non demenziali, la vera commedia all’italiana che non vuole mandare troppi messaggi o altro, ma solo intrattenere il pubblico in modo sincero, non ruffiano. Ecco perché ancora oggi i film di Bud Spencer e Terence Hill sono seguitissimi, sia quando passano in tv che in streaming.
E allora, ecco tante curiosità su una delle coppie più amate del cinema!

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• Da giovani, entrambi nuotavano per la stessa squadra e si incontravano spesso durante gli allenamenti. Terence era un suo ammiratore perché da nuotatore aveva già battuto record italiani e partecipato alle Olimpiadi. A volte seguiva le sue sessioni di allenamento dal bordo della piscina.
• La coppia è nata per caso: a interpretare il ruolo di Terence Hill in “Dio perdona… io no!” doveva essere Peter Martell, ma la sera prima di partire per il set in Spagna, Martell litigò con la fidanzata e le sferrò un calcio che per fortuna fu schivato dalla donna, ma ferì lo stesso Martell che si ruppe un piede. A quel punto il regista scelse Mario Girotti.
• Fu Giuseppe Colizzi a capire le potenzialità della coppia su cui puntò per tutta la trilogia dei loro primi film, ma fu Enzo Barboni (E.B. Clucher) a renderli immortali con i personaggi di Bambino e Trinità prima e con molte altre commedie in coppia.

Enzo Barboni E.B. Clucher - Quootip

Il regista Enzo Barboni noto come E.B. Clucher. (fonte)

• Sono sempre stati doppiati: Terence Hill da Pino Locchi (“Lo chiamavano Trinità”, “…continuavano a chiamarlo Trinità”, “…più forte ragazzi!”, “…altrimenti ci arrabbiamo!”, “Porgi l’altra guancia”, “I due superpiedi quasi piatti”, “Pari e dispari”, “Io sto con gli ippopotami”, “Chi trova un amico trova un tesoro”, “Nati con la camicia”), Sergio Graziani (“Dio perdona… io no!”, “I quattro dell’Ave Maria”, “La collina degli stivali”), Michele Gammino (“Non c’è due senza quattro”, “Miami Supercops (I poliziotti dell’8ª strada)”, “Botte di Natale”).
Bud Spencer da Glauco Onorato (“Dio perdona… io no!”, “I quattro dell’Ave Maria”, “La collina degli stivali”, “Lo chiamavano Trinità”, “…continuavano a chiamarlo Trinità”, “…più forte ragazzi!”, “…altrimenti ci arrabbiamo!”, “Porgi l’altra guancia”, “I due superpiedi quasi piatti”, “Pari e dispari”, “Io sto con gli ippopotami”, “Chi trova un amico trova un tesoro”, “Nati con la camicia”, “Non c’è due senza quattro”, “Miami Supercops (I poliziotti dell’8ª strada)”) e Sergio Fiorentini (“Botte di Natale”).
• La scena del treno a vapore di “Dio perdona è io no” è stata girata nel Lazio lungo la ferrovia ora abbandonata Capranica-Civitavecchia tra le stazioni di Barbarano Romano-Vejano e quella di Blera, dove è stato ripreso l’arrivo del treno con i passeggeri uccisi.
• “Lo chiamavano Trinità” è un cult, ma ha rischiato di non vedere la luce perché l’idea di E.B. Clucher (Enzo Barboni) era di sostituire i duelli western con delle scazzottate che suscitassero le risate del pubblico. L’idea fu inizialmente respinta dai produttori («il concetto non funziona, c’è troppo dialogo e l’azione non è sufficiente, il pubblico vuole vedere sparatorie e morti»), ma fu la vera fortuna del film. Alla fine trovò il produttore giusto in Italo Zingarelli.
• Per “Lo chiamavano Trinità” non erano le prime scelte: dovevano essere George Eastman (pseudonimo di Luigi Montefiori) nella parte di Bambino e Peter Martell (pseudonimo di Pietro Martellanza), o in alternativa Franco Nero, nel ruolo di Trinità.

George Eastman - Quootip

George Eastman (fonte).

Peter Martell - Quootip

Peter Martell (fonte).

• Per la scena del vino versato nella tazza in “Lo chiamavano Trinità”, molti pensano che sotto la tazza ci fosse un buco e un contenitore nascosto, ma in realtà non c’era nulla: il vino della bottiglia era perfetto per la tazza.
• Il film “Lo chiamavano Trinità” è stato girato in larga parte nella città di Camerata Nuova (RM) nel Parco dei Monti Simbruini, tra il Lazio e l’Abruzzo. Altre location sono in zona Campo della Pietra, nei pressi del Santuario della Santissima Trinità (Vallepietra), a Campo Imperatore in provincia dell’Aquila, mentre la scena della cascata si svolge alle cascate di Monte Gelato, nel parco della valle del Treja fra Roma e Viterbo. La scena di Terence Hill nel deserto sono state girate nella Valle Galeria alla periferia di Roma, in una cava di tufo lungo l’attuale autostrada A91 che conduce all’aeroporto di Fiumicino.
• Bud e Terence pensavano che “Lo chiamavano Trinità” non sarebbe stato un successo e si intrufolarono in incognito fra il pubblico di un cinema nel dicembre 1970 per vederne la reazione.
• Di “Lo chiamavano Trinità” è stato realizzato lo spin-off “Trinità & Bambino… e adesso tocca a noi!” sempre diretto da E.B. Clucher ma con Keith Neubert (Bambino Jr.) e Heath Kizzier (Trinità Jr.).
• Avrebbe dovuto esserci un terzo film della saga di Trinità dal titolo provvisorio “…e insistevano a chiamarlo Trinità”, ma la coppia disse di no.
• “Altrimenti ci arrabbiamo” fu girato in Spagna, tranne la corsa con le autocross che fu girata in Italia a Poggio San Romualdo, una frazione di Fabriano. L’inseguimento in moto è stato girato nel Bosco Manziano tra Manziana e Bracciano (RM).
• La Dune Buggy di “Altrimenti ci arrabbiamo” è stata realizzata dalla Puma, una casa automobilistica italiana attiva dal 1968 al 1993. Era specializzata in questo genere di auto oltre a vetture sportive e fuoristrada. Il primo modello fu realizzato nel 1963 in un laboratorio artigianale sito in Ronciglione (VT). Le auto della Puma appaiono in molti altri film, da “Fantozzi” a “Mani di velluto” e “Sing Sing”.

Dune Buggy di Altrimenti ci arrabbiamo - Quootip

La Dune Buggy di “Altrimenti ci arrabbiamo” (fonte).

• Durante “Altrimenti ci arrabbiamo”, Terence Hill è rimasto ferito durante le riprese venendo colpito da una panca di legno e dovendosi far applicare quattro punti di sutura. La panca fu usata in quanto erano esauriti tutti gli oggetti da scena inerti, e Hill, quando se la vide lanciare contro, non riuscì a schivarla in tempo.
• Il celebre balbettìo di Bud Spencer nel coro di “Altrimenti ci arrabbiamo” fu un’idea improvvisa dello stesso attore.
• In “Altrimenti ci arrabbiamo”, il lancio del razzo del Luna Park non fu simulato al punto che tre persone dello staff rimasero ferite.
• Le locandine di “Altrimenti ci arrabbiamo”, “Nati con la camicia”, “Miami SuperCops” e tanti altri furono opera dell’illustratore Renato Casaro. Casaro è un vero maestro del genere avendo realizzato manifesti cinematografici entrati nell’immaginario collettivo: da “Il buono, il brutto, il cattivo” a “Acqua e sapone”, da “Balla coi lupi” a “Il nome della Rosa” e tanti altri.

Lo chiamavano Trinità - Quootip
• In “Altrimenti ci arrabbiamo”, gli attori John Sharp (il Capo) e Donald Pleasence (il Dottore) sono entrambi doppiati da Oreste Lionello.
• Nel 2022 è uscito un remake di “Altrimenti ci arrabbiamo” con Edoardo Pesce e Alessandro Roja.
• Il “pugno del piccione” (quella per cui Bud dà un pugno sulla testa a Terence e questi spicca un leggero salto verso l’alto e poi ricade giù, come un piccione che è stato colpito) è stata ideata dai due mentre preparavano le loro prime scazzottate. Bud inventò la parte del pugno in testa e Terence il gesto del salto.
• Durante le riprese di “I due superpiedi quasi piatti”, Bud e Terence giravano vestiti da poliziotto a bordo di una vera auto della Polizia. Un giorno lasciarono accesa la radio e sentirono che il comando stava avvertendo che due falsi agenti, armati, stavano girando per Miami con una vera auto del corpo. Allora i due capirono che si stava parlando di loro, e uscirono dall’auto con le mani alzate prima che arrivassero le vere pattuglie, per paura che potessero sparargli addosso. Il fatto è che la polizia di Miami aveva dato l’assenso alle riprese, ma la produzione non aveva specificato né in quali strade della città e né come sarebbero state filmate le scene.
• Il film “I due superpiedi quasi piatti” è stato girato quasi tutto a Miami, tranne la scena della villa della “Contessa Galina” che in realtà è una residenza romana dell’Olgiata.

I due superpiedi quasi piatti - Quootip

“I due superpiedi quasi piatti”.

• Le moto di “I due superpiedi quasi piatti” erano delle Harley Davidson.
• Nella scena in cui mangiano gli hamburger in “I due superpiedi quasi piatti”, si sentono le canzoni “Angels and Beans” e “Why is everyone so mad”, colonne sonore dei film “Anche gli angeli mangiano fagioli” e “Anche gli angeli tirano di destro” entrambi diretti da E.B. Clucher e dei fratelli De Angelis.
• La macchina color oro di “Nati con la camicia” era una Cadillac.
• La scena della nave di “Nati con la camicia” fu girata su una vera nave da crociera da Miami ai Caraibi e mentre loro giravano, i turisti erano nascosti per non farsi vedere. La nave era la Carnivale della Carnival Cruise Line e su questa fu girato anche il film “Simone e Matteo – Un gioco da ragazzi”.
• Nel film “Pari e dispari” si sentono in sottofondo “Angels and beans” dei fratelli De Angelis, colonna sonora del film “Anche gli angeli mangiano fagioli”.
• Il testo della canzone di “Io sto con gli ippopotami”, ovvero “Grau grau grau”, è stato scritto da Bud Spencer.

• Il film “Chi trova un amico trova un tesoro” è stato girato a Miami, e in particolare nell’isola di Key Biscayne.
• Il personaggio di Kamasuka di “Chi trova un amico trova un tesoro” è ispirato a Hiroo Onoda, l’ex ufficiale giapponese che continuò realmente a combattere sull’isola filippina di Lubang fino al 1974 ignorando che la guerra fosse già finita.
• La marmellata Puffin di “Chi trova un amico trova un tesoro” era di fantasia, ma poi è stata davvero prodotta in Germania con il logo e il motto del film.
• Il film “Botte di Natale” doveva essere un adattamento del romanzo “Don Chisciotte della Mancia” di Miguel de Cervantes, ma Terence Hill si oppose proponendo la sceneggiatura scritta da suo figlio Jess. A produrre il film fu la Smile di Giuseppe Pedersoli, figlio di Carlo.

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