INTELLIGENZA DEI BAMBINI: Tutti possono essere dei geni, ecco come

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Domanda: Ho letto che l’intelligenza dei bambini dipende dai suoi genitori, in che senso? Come funziona?

A meno che non abbia qualche problema neurologico, è possibile stimolare la crescita intellettiva di un bambino. Dipende moltissimo dall’ambiente dove cresce. Certo, a volte ci sono dei bambini geniali pur crescendo in ambienti difficili, ma è bene sapere che ogni bambino può diventare un piccolo genio. Basta stimolarlo a dovere. 

Lo spiega la scienza: l’intelligenza non è un fatto innato

Probabilmente lo sapevi già, ma ora è arrivata un’ulteriore conferma scientifica che l’intelligenza di un bambino non è del tutto un dato di fatto innato, sul quale non si può fare nulla, ma un fattore che si può sviluppare e modificare con i giusti stimoli. Si parte ovviamente dall’ereditarietà, in una certa misura, ma poi il poter raggiungere un maggior grado cognitivo dipende da tante circostanze e soprattutto dall’educazione che i genitori devono impartire ai figli. È tutto dimostrato scientificamente da una ricerca di Bruno Sauce e Louis Matzel, due psicologi della Rutger University nel New Jersey, pubblicata su Psychological Bulletin, il giornale dell’“American Psychological Association”.
Gli autori hanno valutato diversi fattori basandosi su una scala decimale che va da 0 a 1, dove 0 è l’assenza di ereditabilità genetica (quindi è l’ambiente che modifica) e 1 è completamente ereditato (l’ambiente può far poco). Ad esempio, il colore degli occhi ha un quoziente di 0,99 mentre per quello intellettivo il punteggio è di 0,8. Questo però all’inizio, perché i ricercatori hanno scoperto che nei primi mesi di vita questo quoziente scende a 0,3 e quindi l’ambiente esterno influenza al 70% e i bambini sono molto più plasmabili e riescono più facilmente ad assorbire le conoscenze che vengono loro impartite. 

Ok, “Young Sheldon” è un’esagerazione, però puoi aiutare molto tuo figlio. 

Lo sviluppo avviene in 4 fasi

D’altronde già negli anni ‘90 alcune ricerche avevano evidenziato come il cervello non fosse un prodotto già finito alla nascita ma che potesse invece sviluppare le proprie capacità con la crescita e degli input migliori. Questo sviluppo del cervello avverrebbe in quattro fasi: 

1) Proliferazione: È quella in cui si generano nuovi neuroni.

2) Sinaptogenesi: Avviene la formazione di nuove sinapsi tra i neuroni. 

3) Pruning: Il cervello elimina le connessioni poco importanti o poco utilizzate. 

4) Mielinizzazione: Gli assoni delle vie neurali vengono ricoperti dalla mielina che li rende veloci e più stabili. 

Perché è utile questa scoperta

Nello specifico, la scoperta dell’Università del New Jersey si riferirebbe alla fase del “pruning” e in pratica sarebbe come quando si impara a fare qualcosa di nuovo: i bambini imparano molto prima rispetto a un adulto proprio per questo meccanismo. L’utilità di questa ricerca, comunque, è una conferma che le capacità cognitive di un bambino non dipendono geneticamente dai genitori, ma molto di più dall’ambiente in cui cresce. Ecco perché i genitori possono aiutare il proprio figlio a diventare più intelligente stimolandolo a sviluppare le proprie capacità.
Ovviamente questo va fatto il prima possibile, iniziando da subito e mettendo il bambino nelle condizioni più adatte per sviluppare il proprio quoziente intellettivo. Importantissime, ad esempio, sono le relazioni sociali. I contatti con gli altri, con i genitori ma anche con familiari ed amici devono essere molteplici e vivaci e non limitarsi alle relazioni di base. Maggiormente il bambino è stimolato cognitivamente e maggiore saranno le sue capacità intellettive. 

 

Credit foto: PublicDomainPictures (Pixabay), Giphy

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