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Abbiamo adorato la serie tv di “Boris” ma gli autori hanno realizzato anche un film con gli stessi personaggi e la stessa trama. Uno spin-off imperdibile e da vedere. Ma qual è la storia di Boris il film? Di cosa parla? La serie tv , infatti, prende in giro il mondo di certe fiction Rai e Mediaset degli anni ’90 e dei primi anni del 2000 che venivano realizzate solo per riempire le prime serate e guadagnare ascolti con storie banali e scontate. La qualità non contava, contava la quantità.

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Il film di Boris, invece, prende in giro il mondo dei cinepanettoni, i film comici che dalla fine degli anni ’80 fino alla fine del primi anni 2000 hanno riempito le sale a ogni Natale con film basati su una comicità greve fatta di doppi sensi, storie di corna, belle donne spesso nude.

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Siamo sul set di un’altra fiction, “Il giovane Ratzinger“. Il protagonista è sempre Stanis La Rochelle. La troupe è la stessa, tutto è uguale.

La Rete impone a Ferretti di girare una scena al rallentatore dove si vede il futuro pontefice correre felice tra i campi. Una scena così scontata e ovvia che Ferretti si rifiuta di girare e lascia il progetto e il mondo della tv.

Ferretti è depresso e in crisi, quando arriva Sergio Vannucci che gli comunica di aver acquistato i diritti del libro “La Casta” e gli propone di girare un vero film d’autore, “alla Gomorra”. Torna l’entusiasmo.

Il progetto viene proposto a Diego Lopez che però nel frattempo ha perso il suo potere nella Rete ed è stato demansionato alla “sezione cinema”, una sezione meno importante rispetto a quella televisiva. Lopez vede un modo per riabilitarsi e convince la Rete a finanziarlo.

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Ferretti e gli sceneggiatori iniziano a lavorare alla sceneggiatura e alla scelta del cast artistico, tra cui Marilita Loy, la più grande attrice italiana del momento, e del cast tecnico. A parte Alessandro e Arianna, infatti, Ferretti decide di cambiare tutti assumendo solo personale di alto livello abituato al cinema. Il problema è che questi lo considerano un regista di serie B, un mestierante.

Il clima sul set diventa insopportabile e René Ferretti decide di ribaltare tutto. Licenzia tutti e richiama la sua vecchia troupe. Il film va avanti e viene concluso nonostante l’inserimento di Corinna Negri nel cast come condizione per avere la giovane promessa del cinema italiano, Francesco Campo.

Campo muore sul set perché schiavo dell’eroina. Al funerale René e Sergio scoprono che in realtà la Rete non ha mai avallato il progetto e che Lopez li aveva raggirati. Sergio ha un infarto e finisce in ospedale. Ferretti va su tutte le furie e costringe Lopez ad assumersi le sue responsabilità.

Lopez obbedisce, ma a modo suo. Propone alla Rete, restia a produrre un film in cui si critica la politica (i dirigenti della Rete dipendono dalla politica), di trasformare l’opera in un cinepanettone. Ora ottiene un sì entusiasta.

René Ferretti si arrende e con l’aiuto dell’amico regista Glauco, esperto del settore, reinventa la sua opera chiamandola “Natale con la casta” puntando su un montaggio veloce e con espedienti comici volgari, pieno di doppi sensi e di belle donne.

È il momento dell’anteprima al cinema con un pubblico vero e il film è un successo strepitoso. Ridono tutti. Tranne René Ferretti che con concepisce un film del genere e se ne va sconsolato. A quel punto, tanto vale, torna sul set di “Il giovane Ratzinger” per girare la famosa scena al rallentatore.

BORIS FILM DOVE VEDERLO?

Il film invece è disponibile su: NetflixDisney plus e su RaiPlay

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