L’allenatore ti chiama per entrare in campo. Ti riscaldi a bordo campo e aspetti con trepidazione il momento in cui l’arbitro ti farà entrare in campo. Ecco, ci siamo, dai il 5 al tuo compagno e metti piede in campo. Tutti ti guardano e tutti sperano che il tuo ingresso possa aiutare la squadra. Qualche minuto per capire la posizione e poi ti capita la palla buona sui piedi. Sei davanti al portiere, tiri e fai… gol!!! Un’emozione fantastica con tutti che ti abbracciano felici, sei l’eroe del giorno.
Pensa a fare questo di professione, pensa se ti pagassero per giocare a calcio. Fico no? È la vita dei giocatori professionisti e il sogno di chiunque inizia a giocare. Il problema è che non tutti ci riescono, anzi, i numeri sono impietosi. È vero che l’Italia è piena di scuole calcio (si stime che ci siano 7.200 scuole di calcio in Italia, con rette di iscrizione che vanno dai 400 euro circa al 1.200 euro circa), ma è anche vero che molti rinunciano: ogni anno, di tutti i ragazzini che iniziano a frequentare le scuole di calcio, più della metà finisce per ritirarsi per mancanza di stimoli e soprattutto di gratificazioni.

I CONSIGLI DA TENERE A MENTE PER DIVENTARE UN CALCIATORE PROFESSIONISTA

Sognare è bello e facile, basta chiudere gli occhi e siano in campo nella finale di Coppa del Mondo a tirare il rigore decisivo, ma la realtà è un’altra. Non è facile diventare il nuovo Totti, Messi o anche un solo giocatore di serie A, ovvero uno che non guadagnerà milioni di euro, ma guadagna abbastanza per vivere di rendita per tutta la vita (scopri quanto guadagna un calciatore professionista). Serve molta pazienza e molta determinazione stimolando il proprio talento ma curando anche il fisico e la testa. Già, diventare un calciatore professionista significa dedicare la propria vita solo a questo. Non basta saper dribblare o segnare, serve molto altro. E allora ecco alcuni consigli che ti saranno molto utili:

1) Il pallone è un amico: Inizia a giocare a calcio il prima possibile, anche solo per divertimento. E se non giochi, allenati con il pallone facendo dei palleggi, dribblando qualsiasi oggetto, migliorando il controllo. Il pallone deve diventare una tua estensione, un po’ come lo smartphone per alcuni…

2) Lavora sui fondamentali: Oggi il calcio è cambiato ed è diventato molto veloce. Un calciatore professionista dovrebbe sapere cosa fare con la palla (se stopparla, se tirare, se passarla, a chi passarla, a quale potenza passarla) prima ancora che la palla stessa gli arrivi. Oggi si gioca di prima, al massimo a due tocchi e questo vale per tutti, anche per il portiere. Almeno, questa è la teoria, poi vediamo molti calciatori che a malapena sanno stoppare il pallone. Ecco, per distinguerti devi diventare un asso nei fondamentali (lo stop, il tiro, il passaggio, il cross…) e velocissimo di testa.

3) Cambia tutti i ruoli ma perfeziona il ruolo in cui riesci meglio: Alle giovanili ti dicono di giocare in un ruolo? Ok, ma non limitarti, chiedi di provare tutti i ruoli giocando in diverse posizioni sul campo per aumentare la tua flessibilità. Un bravo attaccante deve essere anche un bravo difensore (e viceversa) per anticipare le contromosse. Dopo averli provato tutti, però, devi specializzarti in almeno un ruolo, quello in cui riesci meglio. Ora non mollarlo più. Studia i video dei grandi di quel ruolo, replica le loro mosse, diventa un esperto in quel ruolo senza però perdere l’umiltà di perfezionare alcuni ruoli se richiesti dall’allenatore.

4) Pensa da avversario: Tu puoi essere il più bravo del mondo ma se ti marcano stretto non vai da nessuna parte. E allora allenati su questo. Sei bravo a fare una finta a sinistra? Pensa che gli avversari ti studieranno e te la impediranno e allora sviluppa una finta a destra, e così via. Devi diventare il tuo primo avversario per poter superare tutti i veri avversari che affronterai.

5) Studia la tattica: Puoi andare in campo e dire “Vediamo cosa si inventa oggi il mister”. Oppure puoi andare in campo e sapere già cosa ti chiederà l’allenatore. Studia i moduli, le tattiche, i movimenti, e quando il tuo allenatore dirà “Quest’anno giochiamo col 3-5-2” tu sai già cosa devi fare. La tua parola chiave dovrà essere “Duttilità”.

6) Studia il regolamento: Può sembrare una banalità, ma non lo è. Non tutti i calciatori (anche professionisti) conoscono il regolamento del calcio. Spesso si assiste a discussioni infinite (che possono portare anche all’espulsione) su un fallo fischiato in modo corretto che il giocatore considera non fallo. Studia bene il regolamento, così sai fino a che punto puoi spingerti.

7) Gioca in qualche squadra (non importa quale): Entra a far parte di una squadra e partecipa a campionati locali o regionali. Non è importante che sia una piccola squadra con zero tifosi sugli spalti o che giochi un calcio amatoriale. Devi allenarti, devi fare esperienza. Per la serie A ci sarà tempo (e vedrai che se ci arriverai ti saranno molto utili le lezioni apprese giocando in Terza Categoria).

8) Il fallimento: Roberto Baggio ha sbagliato il rigore decisivo in finale dei mondiali di calcio del 1994 eppure è considerato uno dei fenomeni del calcio mondiale. Un errore non fa niente, è solo statistica, conta quello che fai dopo. Non aver paura di fallire, sbagliare fa parte del processo di apprendimento. E ricorda che il calcio è bello perché c’è sempre una seconda possibilità: quindi se sbagli un gol a porta vuota oppure fai un autogol o subisci un torto arbitrale al 25′, be’, hai sempre 65 minuti per fare una tripletta. E a quel punto nessuno si ricorderà di quel fallimento.

9) Controlla le emozioni: Impara a controllare le tue emozioni in campo, evitando di farti prendere dalla frustrazione o dalla rabbia. Perché puoi anche essere bravissimo ma se al primo fallo fischiato contro ti avveleni come se ti avessero fatto chissà cosa, allora verrai espulso e la partita finisce lì. Non chiacchierare troppo a vanvera, non sprecare le energie per urlare contro il mondo, concentrati e metti quella rabbia in concentrazione e competitività.

10) Tira fuori il carattere: È un gioco, ma in realtà è una guerra e vince solo chi è disposto a lottare con tutte le sue forze. Non è una esibizione, non è qualcosa che puoi fare in punta di piedi, per diventare un calciatore professionista devi  tirare fuori la grinta, la famosa “garra” degli argentini, quella forza agonistica che ti fa lottare per conquistare un pallone quando c’è un contrasto, che ti fa correre a recuperarlo quando un avversario te lo porta via, che ti fa ripartire quando sbagli. Devi avere fame: punta alla montagna e non arrenderti mai.

11) Non sentirti arrivato: Sii umile e aperto al feedback degli altri, cercando sempre di imparare e migliorare. Anche se sei il migliore della squadra e fai 10 gol a partita, avrai sempre qualcosa da imparare. Guarda Erling Haaland: prima del Manchester City aveva segnato 17 gol in 16 partite al Salisburgo e 62 gol in 67 partite al Borussia Dortmund, eppure si è messo a disposizione di Pep Guardiola al Manchester. Poteva dire “Ehi mister, ma ha visto i miei numeri? Cosa devo migliorare? Sono già un fenomeno!”. E invece no.

12) Sii costante: Vale per la formazione tecnica, quella fisica, quella alimentare, quella mentale. Non prenderti giorni di vacanza, ok la Playstation ma che non ti prenda troppo tempo. Il tuo obiettivo è quello di migliorarti con il pallone. Il tuo vero nemico è la pigrizia e il “ho sempre tempo per farlo”. Qui subentra la mentalità che è fondamentale. Lavora sulla tua mentalità, sii motivato e concentrato durante gli allenamenti e le partite. Puoi essere il calciatore più talentuoso del mondo ma se non hai la mentalità del vincente non arriverai da nessuna parte. Ricorda cosa disse Patrice Evra di una cena con Cristiano Ronaldo:

«Mi siedo al tavolo e c’erano solo insalata e pollo. Solo acqua, niente bibite. Iniziamo a mangiare e credevo che dopo avrebbe portato altro, ma niente… Cristiano finisce in pochissimo tempo di mangiare, si alza e comincia a giocare con un pallone. Mi dice di alzarmi e di fare qualche scambio al volo, gli chiedo se posso almeno finire di mangiare. Poi lo accontento e dopo pochi minuti mi dice di andare in piscina. A quel punto mi fa: “Ma siamo venuti qui per mangiare o perché domani abbiamo una partita?”. Ecco perché non consiglierei a nessuno di andare a cena da Cristiano: è una macchina che non vuole mai smettere di allenarsi».

13) Il regime alimentare e di benessere: Hai capito Cristiano Ronaldo? Non si è mai limitato ad essere un bravo calciatore, ma ha sempre cercato di essere un uomo in salute, una macchina da guerra sportiva. Non avvelenare il tuo fisico con cibo spazzatura o cattive abitudini. Segui una dieta sana ed equilibrata, mangiando cibi che ti forniscono l’energia necessaria per giocare. Cerca anche di mantenere una buona forma fisica, dormendo a sufficienza e facendo esercizio regolarmente.

14) Migliora la tua resistenza e la tua forza fisica: Con il tuo allenatore o con il preparatore oppure con un personal trainer studia degli allenamenti mirati. I calciatori non devono fare tutti gli stessi esercizi, ci sono quelli specifici per ogni ruolo. Non è che i quinti di centrocampo fanno gli stessi esercizi di un centravanti o di un portiere. Specializzati negli esercizi per il tuo ruolo.

15) La fisioterapia: Anche se ti senti indistruttibile, fai stretching prima e dopo gli allenamenti e le partite per prevenire gli infortuni. Purtroppo molti infortuni arrivano proprio per la superficialità dell’atleta. Senti cosa dice il russo Sergei Likhobabenko, massaggiatore che ha fatto parte dello staff medico della squadra di calcio romana della Lodigiani, della Nazionale della Federazione Russa di sci alpino e di Pallamano Under 20:

«Il calcio è molto fisico e capita che ci siano contatti anche un po’ rudi tra avversari, che si cada sul campo, che ci si sloghi una caviglia o si batta un ginocchio. In ogni caso è importante avere a disposizione un massaggiatore, un massoterapista, un fisioterapista competente che possa risolvere i piccoli, grandi inconvenienti. Questo anche e soprattutto quando si ha a che fare con bambini o ragazzini poco esperti che rischiano maggiormente infortuni. Senza contare che, anche in assenza di incidenti, il massaggio risulta fondamentale per scaldare la muscolatura e per favorire l’attivazione neuromuscolare. Da qui si ottengono risultati migliori durante le partite».

ALESSANDRO E SERGEI

Sergei Likhobabenko con la giovane promessa del calcio romano, Alessandro D’Angelo.

16) Il Capitano: Sii un buon compagno di squadra, rispetta i tuoi compagni di squadra e i tuoi allenatori. Non ti basta essere un bravo calciatore, dovresti puntare a diventare il capitano della squadra, quello a cui tutti fanno riferimento, che è amico di tutti e che è pronto a tirare avanti il gruppo. E attenzione, non è importante che questo avvenga dandoti la fascia, l’importante è avere una testa da Capitano, il pezzo di stoffa conta zero.

17) Pensa alla squadra: L’obiettivo è diventare un calciatore migliore al punto da diventare professionista, ma il calcio è uno sport di squadra. Nessuno vince da solo, neanche Messi, Pelè, Maradona, Ronaldo e tutti gli altri grandissimi. Si vince insieme. Quindi sii un giocatore di squadra, capace di ascoltare gli altri e di lavorare insieme per raggiungere gli obiettivi.

18) La comunicazione: Lavora sulla tua comunicazione in campo, parlando con i tuoi compagni di squadra e coordinando le azioni di gioco. In campo si parla, si consiglia, si rincuora, si danno indicazioni, e tutti cercando di aiutare tutti perché per vincere 11 giocatori devono muoversi come un unico organismo.

19) Cerca di ottenere l’attenzione degli osservatori: Se senti che ci sono degli osservatori cerca di impegnarti al massimo. Partecipa ai provini e ai tornei di calcio, ma devi tenere a mente una cosa: gli osservatori non scelgono mai un giocatore per una partita o per un provino. No, li scelgono grazie ai report dei loro osservatori che spesso sono persone che non immagineresti mai. Di solito gli osservatori si spostano solo quando sanno già che ne vale la pena quindi è inutile che giochi da schifo per un anno per poi fare il fenomeno in una partita.

20) I contatti: Cerca di creare una rete di contatti nel mondo del calcio, partecipando a eventi e incontri. Se fosse un lavoro diremmo che dovresti fare “networking”, ma in realtà un po’ è così. Fatti ben volere da tutti, conosci tutti anche chi ti sembra inutile perché non sai mai chi è che potrebbe suggerire il tuo nome a un osservatore importante…

 

Foto: phillipkofler (Pixabay)

© Riproduzione riservata.