Una VACANZA SANTA nei luoghi dove ha vissuto SAN GIOVANNI XXIII

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Domanda: Sono un devoto di San Papa Giovanni XXIII e vorrei andare nei luoghi dove ha vissuto. Quali sono?

Angelo Roncalli è uno dei Papi più amati della storia e ancora oggi conta milioni di devoti in tutto il mondo che lo pregano e che vivono secondo i suoi insegnamenti. Si capisce anche dalle visite dei fedeli nei luoghi dove San Giovanni XXIII ha vissuto la sua vita di misericordia e umiltà al servizio dei più deboli.

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IL SUO PAESE NATALE: SOTTO IL MONTE GIOVANNI XXIII

Quanti chilometri ha percorso per le stradine di questo paese in provincia di Bergamo che oggi conta poco più di 4.500 abitanti (ai tempi del piccolo Angelo superava appena i mille abitanti). Sotto il Monte Giovanni XXIII, così si chiama oggi, è il paese natale di Angelo Roncalli, San Giovanni XXIII, ed è oggi mèta di migliaia di fedeli che visitano questi luoghi per ritrovare quelle atmosfere e quei paesaggi tanto amati dal futuro Santo. Tra l’altro è gemellato con Marktl, il paese tedesco dove è nato Josepf Ratzinger, Papa Benedetto XVI. Appena si entra nel paese, che dista circa 18 chilometri da Bergamo, si respira subito l’aria mite e l’ambientazione mistica di una città che ha dato i natali ad un Santo e sono ancora visibili i luoghi che tanto ha amato nella sua vita. 

LA CASA NATALE IN VIA COLOMBERA

È la casa natale dove il 25 novembre 1881 è nato il bambino che un giorno girerà il mondo portando pace e serenità. Si trova in via Colombera, 5. Oggi è un museo gestito dai missionari del P.I.M.E. (Pontificio Istituto Missioni Estere, la società di vita apostolica composta da missionari fondata il 31 luglio 1850 da Padre Angelo Ramazzotti) che hanno anche costruito un seminario collegato con la casa da un corridoio.
Dall’esterno: Si nota l’ampio porticato a tre arcate con la facciata tinteggiata di rosa antico e una scala in legno che porta alle stanze.
Nel portico del cortile della casa: C’è un gruppo di statue a grandezza naturale in bronzo che rappresenta il Papa con i suoi genitori e un bambino che sarebbe il nipote Saverio. Sono opera dello scultore Carlo Balljana e dell’industriale Diotisalvi Perin che ha offerto la fusione in bronzo intitolato “Focolare di bontà, sorgente di vita”.
Al piano superiore: Si trova la stanza dove nacque il futuro Papa. Troviamo il letto dei genitori, un cassettone scrivania e il quadro della Madonna originale posto sopra il giaciglio. C’è anche la lettera che inviò ai genitori al compimento dei quarantanove anni.
Scendendo le scale: Si arriva al corridoio chiuso da vetrate che porta all’edificio del Seminario. Qui ci sono delle fotografie che mostrano le tappe della sua vita e lo spirito missionario del Papa oltre alle cartine geografiche che mostrano i luoghi dove i missionari del P.I.M.E. svolgono la loro attività missionaria. E poi c’è la rinomata statua in bronzo dello scultore Carlo Pisi che riproduce le dimensioni esatte della figura del Papa. È qui che i pellegrini si fermano a pregare.
Salendo verso la Chiesa del Seminario: C’è la Sala delle Grazie con i numerosi ex-voto (i doni al Santo per ringraziarlo di grazie o miracoli ricevuti dopo il voto fatto dal credente), la Stanza dell’albero genealogico e la Chiesa con delle vetrate raffiguranti i missionari Alberto Crescitelli, martirizzato in Cina nel 1900 e dichiarato Santo nel 2000, e del Beato Giovanni Mazzucconi, primo martire del P.I.M.E. che fu ucciso in Papua Nuova Guinea nel 1855.

IL PRIMO INCONTRO CON IL DIVINO: LA MADONNA DELLE CANEVE

Fu in questo luogo che ebbe il suo primo incontro con la Madonna e fu qui che celebrò la sua ultima Messa a Sotto il Monte da cardinale il 26 agosto 1958, poco prima di essere eletto Papa. Sito in via Caneve, il santuario risale al 1727. 

LA TORRE DI S. GIOVANNI

Posta sul colle che domina il paese risale al IX secolo quando era usata come baluardo di avvistamento sulla pianura o come torre campanaria. Il giovane Angelo era solito salire fino alla torre per brevi passeggiate leggendo il breviario.

LA CHIESA DI SANTA MARIA IN BRUSICCO

È in questa Chiesa che il giorno stesso della sua nascita, il piccolo Angelo viene battezzato su indicazione dello zio Zaverio e per volere dei genitori Battista e Marianna. Ed è qui che il 15 agosto 1904 celebrò la prima messa nel suo paese natale. Si trova in via Baradello ed è una Chiesa che risale al 1450. 

LA CHIESA PARROCCHIALE DI SAN GIOVANNI BATTISTA

La prima pietra fu posta il 20 agosto 1902 dal Vescovo di Bergamo monsignor Gaetano Camillo Guindani e tra i presenti c’era anche il giovane seminarista Angelo Roncalli che il 21 settembre 1929 consacrerà la Chiesa nei panni di monsignore (era vescovo di Areopoli e Visitatore apostolico).
Nella cripta del Seminario sono sepolti i suoi genitori Battista e Marianna. Si trova in viale Pacem in Terris ed è di recente costruzione anche il Giardino della Pace, un luogo dove i pellegrini sono invitati a camminare, simbolicamente, nella vita del Papa Buono tracciata sulle pietre. Al centro vi è posta una statua in gesso copia di quella in bronzo che sovrasta l’ingresso del Seminario. E poi c’è la cripta Oboedientia et pax che, avvolta nella penombra, ospita il calco del volto e della mano del Papa, colte da Giacomo Manzù poco dopo la sua morte.

CA’ MAITINO: LA RESIDENZA DIVENTATA MUSEO

È la casa costruita dalla famiglia Roncalli nel XV secolo che Angelo Roncalli frequentava per le sue vacanze estive sia da Vescovo che da Patriarca di Venezia. Oggi è gestita dalle Suore Poverelle del Beato Luigi Maria Palazzolo. È qui che il suo segretario personale, Monsignor Loris Francesco Capovilla, ha costruito il suo museo portando anche l’altare della cappella privata dove celebrava la S. Messa in Vaticano, il letto dove spirò e molti doni a lui fatti da ogni parte del mondo. È in Via Cà Maitino.

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ROMA: DOVE SI TROVA IL CORPO DEL SANTO

Subito dopo la morte è stato posto nelle Grotte Vaticane ma all’atto della beatificazione il suo corpo è stato riesumato (la salma fu trovata in un perfetto stato di conservazione) e traslato alla Basilica di San Pietro di Roma all’altare di San Girolamo. Questo perché il suo primo incarico da sacerdote fu di insegnare Patrologia e San Girolamo fu un grande padre della Chiesa che tradusse la Bibbia dall’ebraico in latino.
Il sarcofago in cui invece era conservata la bara è stato trasferito nella Chiesa di Santa Maria in Brusicco a Sotto il Monte Giovanni XXIII.

 

Foto: StJohnXXIIICommunity.com (wikicommons)

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