L’emicrania è una condizione debilitante che colpisce milioni di persone in tutto il mondo. Caratterizzata da intensi attacchi di mal di testa, spesso accompagnati da nausea, vomito e sensibilità alla luce e al suono, l’emicrania può avere un impatto significativo sulla qualità della vita. Figurarsi se gli attacchi non sono sporadici, ma sono 4, 5 o 10 o addirittura quotidiani! Spesso chi soffre di emicrania rinuncia ad avere una qualità della vita serena perché hai voglia a dire “vabbè, è solo emicrania!”. Eh, appunto!
Fortunatamente, la ricerca su questo tema è molto intenso e negli ultimi anni sono stati fatti progressi significativi nel trattamento dell’emicrania. Dagli anticorpi monoclonali alle nuove terapie come la Stimolazione Cinetica Oscillante (scopri cos’è) ci sono tantissime armi per contrastare l’emicrania e quindi ci sono speranze. Ora c’è un’arma in più che dopo anni di studi clinici e di utilizzo quotidiano sembra molto promettente. Si tratta del Cefaly, un dispositivo che utilizza la neurostimolazione trigeminale transcutanea per ridurre la frequenza e l’intensità degli attacchi di emicrania. Vediamo di cosa si tratta.

Come funziona Cefaly?

Cefaly è un piccolo dispositivo portatile di plastica che assomiglia ad una fascia e che viene applicato con un elettrodo adesivo a livello della fronte. È prodotto dalla Cefaly Technology, una società con sede in Belgio specializzata in elettronica per applicazioni mediche, ed è stato approvato dalla FDA statunitense.
Una volta posizionato sulla fronte, il dispositivo eroga delicati impulsi elettrici che stimolano il nervo trigemino, che è pensato per svolgere un ruolo nello sviluppo dell’emicrania. La maggior parte delle cefalee e delle emicranie, infatti, è relativo al nervo trigemino, la cui branca superiore termina nella fessura orbitaria superiore, proprio a livello delle sopracciglia. Questo dispositivo produce dei microimpulsi precisi che agiscono sulle terminazioni nervose del nervo trigemino inducendo un effetto sedativo.

I programmi: utile sia per l’attacco che per la prevenzione

Questo dispositivo può essere usato in due modalità: Acuto (quando c’è l’attacco di emicrania) e Prevenzione (per evitare che arrivino gli attacchi). Ecco le differenze:
• Attacco: Si usa durante la crisi e la sessione dura 1 ora. Nel caso in cui il dolore non diminuisca o poi ritorni, si può ripetere con un’altra sessione.
• Prevenzione: Si usa tutti i giorni in sessioni quotidiane da 20 minuti. Si può svolgere a qualsiasi ora ma è consigliato nelle ore serali. Questo programma è indicato per chi ha emicrania frequenti (più di 3 attacchi al mese). Va fatto tutti i giorni.

Quanto è efficace Cefaly?

Gli studi clinici hanno dimostrato che Cefaly è efficace nel ridurre la frequenza e l’intensità degli attacchi di emicrania. Sul sito di Cefaly Italia citano i numeri. Il programma Acuto ha portato il 79% dei pazienti a veder diminuire il dolore e il 32% dei pazienti ad essere senza dolore. Il programma Prevenzione ha portato una riduzione dei farmaci antiemicrania del 75% e una riduzione degli attacchi di emicrania del 54%.

Quanto tempo ci mette a fare effetto Cefaly? Dipende sempre dalla persona. Alcuni ottengono un effetto immediato, altri hanno bisogno di qualche sessione in più. Poi ci sarà anche qualcuno a cui non fa effetto, come ogni trattamento.

Come si usa Cefaly?

Non è difficile. L’elettrodo viene inserito nel dispositivo e incollato sulla fronte. Poi si spinge un semplice pulsante di accensione/spegnimento e si decide il programma se Acuto o Prevenzione. Si può decidere l’intensità delle stimolazioni: basta schiacciare semplicemente il pulsante durante la sessione. Tutto qua. Quando è finito, si toglie l’elettrodo, si rimette nella sua bustina e se ne riparla la prossima volta.

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Cefaly è sicuro?

Cefaly si basa sulla neurostimolazione che è usata da più di 20 anni attraverso l’utilizzo di dispositivi impiantati nella testa e che ormai lavorano costantemente da diversi anni. Il problema con questi neurostimolatori è la procedura chirurgica usata per impiantarli, e non la tecnica di neurostimolazione che invece sembra non aver dato problemi. Ecco perché la società dichiara sul proprio sito che “la nostra metododica è considerata eccezionalmente sicura”. Inoltre, Cefaly non si impianta da nessuna parte, ma si incolla e usa la tecnica della neurostimolazione in modo esterno e lieve.

Il sito ufficiale parla anche del campo magnetico, quello proprio accanto al Cefaly è molto basso, 0.2µT (i.e. 2mG ). Soprattutto se confrontato al campo generato da un rasoio elettrico (mediamente fra 15 e 1500µT se misurato a 3 cm) o da un asciugacapelli (mediamente fra 6 e 2000 15 and 1500µT).

Le elettrostimolazioni fanno male?

Dipende dalla sensibilità del paziente. Alcuni potrebbero trovare questa stimolazione sulla fronte un po’ troppo invasiva e allora la società consiglia di abbassare l’intensità. A quanto pare solo l’1,25% dei pazienti non riesce proprio a sopportarlo e lo abbandona.
In caso di intensità troppo forte basta spingere il tasto per regolarla oppure rimuovere il dispositivo bloccando la sessione. La manovra può essere ripetuta fino a raggiungere l’intensità massima.
La cosa importante è che non deve fare male o dare un forte fastidio. La sensazione potrebbe essere che più dà fastidio e più faccia il suo effetto. In realtà no, come scrivono sul sito nell’edizione svizzera: “un trattamento di minore intensità è altrettanto efficace perché adattato alle tue esigenze”.

Gli studi clinici

Limitarsi ai dati sul sito ufficiale, ovviamente, è riduttivo. Ecco quindi gli studi clinici che lo hanno testato. Sono stati tanti e in questa pagina li trovi tutti. Gli studi sono iniziati nel primo decennio del nuovo millennio. I primi studi pilota sono stati pubblicati nel 2009 su “Cephalgia”, nel 2011 su “BMC Neurology” sono stati pubblicati i dati di uno studio in doppio ceco con placebo sull’effetto sedativo, nel 2013 su “Neurology” sono stati pubblicati i risultati dello studio “PREMICE=PREvention of MIgraine with CEfaly(R)” di efficacia nella prevenzione dell’emicrania e recentemente è stato pubblicato su “Journal of Headache and Pain” uno studio su 2.313 pazienti che ne ha dimostrato l’efficacia contro l’emicrania.

C’è anche uno studio italiano guidato da Antonio Russo e Alessandro Tessitore, responsabili del Centro cefalee dell’Azienda ospedaliera della Seconda Università di Napoli, diretto da Gioacchino Tedeschi. I ricercatori hanno condotto uno studio osservazionale pubblicando i risultati su ‘The Journal of Headache and Pain”. Secondo questo studio, il Cefaly porta un sollievo significativo nell’81% circa dei pazienti emicranici che lo avevano utilizzato per 20 minuti al giorno e per almeno due mesi. Lo studio conferma ed estende i risultati ottenuti da precedenti osservazioni.

La “garanzia” medica

Sono molti i medici specialisti che utilizzano e consigliano il Cefaly e sul sito italiano ci sono alcuni di questi specialisti di alto livello che ne parlano bene e sono delle vere eminenze nel campo della cura dell’Emicrania:

• Dott. Edoardo Mambreso, Direttore UOC Neurologia Ospedale di Piove di Sacco – Ulss 6 Euganea, Padova
• Prof. Piero Barbanti, Presidente dell’Associazione Italiana per la Lotta contro le Cefalee (AIC), Presidente Eletto della Associazione Neurologica Italiana per la Ricerca sulle Cefalee (ANIRCEF) e Direttore dell’Unità per la cura e la ricerca su Cefalee e dolore dell’IRCCS San Raffaele, Roma
• Dott.ssa Licia Grazzi, Responsabile SS Centro Cefalee IRCCS Foundation “Carlo Besta”, Milano
• Dott.ssa Luisa Fofi, Responsabile del Centro Cefalee Neurologia, Ospedale San Pietro Fatebenefratelli, Roma

Il Prof. Barbanti ne parla in modo entusiastico:

«E’ particolarmente utile nei soggetti con elevato uso di analgesici, in coloro che preferiscano terapie non farmacologiche ed anche in popolazioni speciali come età pediatrica e adolescenziale, donna in gravidanza o allattamento e soggetti anziani»

Gli effetti collaterali del Cefaly

Quelli più comuni sono lievi e temporanei, come formicolio, arrossamento e dolore al sito di applicazione. Secondo il sito, questi sono gli effetti collaterali più comuni:

• Intolleranza alla sensazione del Cefaly sulla fronte: 1.25%
• Sensazione di fatica durante e dopo la seduta: 0.65%
• Cefalea dopo una seduta: 0.52%
• Irritazione della cute sulla fronte: 0.22%

Chi non deve usarlo

In generale viene sconsigliato a:

• Impianto di dispositivi metallici o elettronici nella testa.
• Dolore di origine sconosciuta.
• Pacemaker cardiaco o defibrillatore impiantato o indossabile.
• Recenti traumi al cervello o al viso (meno di 3 mesi).
• Abrasioni cutanee sulla fronte nell’area di applicazione dell’elettrodo.
• Allergia all’acrilato.
• Ipersensibilità cutanea
• Nevralgia del trigemino.
• Herpes zoster oftalmico.

Per la gravidanza, potrebbe essere usato ma è meglio sempre consulare lo specialista (consiglio che vale sempre quando si leggono articoli sul web tipo questo. Non bisogna mai fare da soli).

Gli elettrodi

Si tratta di piccoli elettrodi chiusi in una bustina. Un elettrodo standard può essere riutilizzato fino a 20 sessioni mentre quello Blue Gel fino a 10. Si può riutilizzare finché aderisce perfettamente e interamente sulla cute, altrimenti va cambiato. Al termine della sessione va riposizionato sul foglio di plastica trasparente e conservato nel suo involucro e non fuori dall’involucro da qualche parte sulla credenza o sul comodino. Questo è importante per mantenere l’elettrodo idratato e funzionante.

Elettrodi Cefaly - Quootip

La batteria

Il Cefaly ha una batteria ricaricabile al suo interno. Per una ricarica completa ci vogliono circa 4 ore e poi permette di fare circa 2, 3 sessioni a seconda programma e dell’intensità utilizzata. Comunque basta una ricarica di 5 minuti per una sessione da 20 minuti.

La speranza di sconfiggere l’Emicrania

Al momento questo dispositivo non è rimborsabile dal SSN ma probabilmente può rimborsarlo qualche Cassa Sanitaria Privata o Mutua. L’importante è che faccia effetto e solo il medico specialista può decidere se è il caso di provarlo o meno.
Noi ci siamo limitati a raccontarvi di questa novità senza alcun legame con la società Cefaly o altri. La nostra è solo una speranza che possa funzionare, così come ogni farmaco o terapia nuova che possa dare sollievo. Sappiamo bene cosa significhi vivere con l’emicrania, è una devastazione, e la speranza è che prima o poi possa spuntare qualche rimedio che funzioni davvero. E questo, tra l’altro, vale per ogni malattia o disturbo fisico o psichico quindi finché ci saranno studi e novità terapeutiche noi saremo felici di raccontarle.

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