La storia di SANT’ANGELO DI ROCCALVECCE, il Paese delle Fiabe. Il luogo magico rinato grazie al talento delle donne


Nel cuore della regione del Lazio, incastonato tra le verdi colline e le antiche mura, si trova un luogo incantevole e unico nel suo genere: Sant’Angelo di Roccalvecce, conosciuto come il “paese delle fiabe” (marchio che nel 2018 è stato anche depositato e registrato al ministero dell’Economia). Questo piccolo borgo, con le sue strette stradine lastricate e le case in pietra dai tetti rossi, sembra uscito direttamente da una storia incantata, trasportando i visitatori in un mondo di magia e mistero. Un luogo che i bambini adorano.
Il paesino è soprattutto uno splendido esempio di come si possa riqualificare qualcosa che sembra quasi abbandonato per farlo diventare pieno di vita e di turismo. Il successo di Sant’Angelo di Roccalvecce è un caso virtuoso di rigenerazione territoriale ed è un modello da replicare in altri borghi italiani che si trovano ad affrontare sfide simili, dimostrando che la creatività, la tenacia e la collaborazione possono trasformare luoghi dimenticati in mete turistiche di grande attrattiva.

Sant’Angelo di Roccalvecce, il Paese delle Fiabe

Se n’è accorto anche Matteo Salvini che recentemente ha dichiarato: «Una bellissima iniziativa. Ridare vita a un paese attraverso l’arte e l’inventiva. Queste meraviglie rappresentano la ricchezza e l’unicità dell’Italia: proteggerle e valorizzarle è una nostra priorità, evitando di stravolgerle».

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UN’IDEA CORAGGIOSA DI CHI NON SI ARRENDE

La storia di Sant’Angelo di Roccalvecce affonda le radici nell’antichità, risalendo all’epoca medievale. Fondato probabilmente intorno al X secolo, il paese ha vissuto periodi di splendore e di declino, subendo le vicissitudini delle guerre e dei cambiamenti politici. Negli ultimi anni i cittadini si erano ridotte a poche decine, complice anche la distanza dai centri più vicini. Sant’Angelo, infatti, è una frazione della città di Viterbo che però si trova a circa 25 chilometri di distanza.
Nel 2016, però, Gianluca e Paola Chiovelli fondano la ACAS (Associazione Culturale Arte e Spettacolo) e danno il via a questo progetto di trasformazione di Sant’Angelo in una specie di libro vivo. Il primo passo è quello di ripulire le strade dall’immondizia, poi hanno riattivato la storica fontana della Chiesa di San Michele Arcangelo, restaurato la Madonnella dei Rufoloni costruita nel 1874 da un brigante locale per ringraziare la Madonna del Nespolo per avergli salvato la vita.

Sant’Angelo di Roccalvecce, il Paese delle Fiabe

I MURALES, UN PROGETTO TUTTO FEMMINILE

E poi è iniziata la parte dei murales. È stata Paola Chiovelli ad avere l’idea del tema fiabesco. Nel 2017 viene realizzato il primo murales a opera di Tina Loiodice che realizza lo splendido murales dedicato ad Alice nel Paese delle Meraviglie. L’orologio del disegno segna le 11:27, giorno dell’inaugurazione dell’opera (27 novembre 2017). Fu il primo disegno di una lunga serie che oggi conta più di 50 murales con i personaggi più amati, da quelli sulle favole classiche (Biancaneve, Cappuccetto Rosso, Pinocchio, ecc.) a quelli più recenti della Disney e non solo (Mulan, La Bella e la Bestia, Willy Wonka ecc.). E i murales continuano ancora ad essere disegnati quindi se l’avete visitata ieri, magari fra un anno ce ne saranno molti di più. Ecco perché è impossibile avere una mappa sempre aggiornata.

Street Artist al lavoro a Sant'Angelo di Roccalvecce, il Paese delle Fiabe

Ci sono sempre nuovi murales.

Le artiste sono tutte donne: Alessandra Carloni, Cecilia Tacconi, Daniela Lai, Desiré Di Liberto, Isabella Modanese, Lena Ortmann, Lidia Scalzo, Layla Xing, Rame (Ginevra Giovannoni), Stefania Capati, SteReal (Stefania Marchetto), e Vera Bugatti. Questa trasformazione è stata possibile anche perché non c’erano vincoli burocratici per questo paese e quindi gli artisti hanno potuto sbizzarrirsi a piacimento. L’unico vincolo era sull’unica Chiesa del paese, quella dedicata a San Michele Arcangelo.

Girando per il paese incontrerete delle piccole sculture in bronzo su un muro. Ci sono due nani di Biancaneve: in uno potete sussurrare un desiderio nell’orecchio e nell’altro dovete strofinare il naso per avere un po’ di fortuna.

Sant’Angelo di Roccalvecce, il Paese delle Fiabe

IL PAESE DELLE FIABE, UN’ESPERIENZA IMMERSIVA

Tutto è relativamente recente. I primi murales sono stati disegnati nel 2017 e da allora è stato un continuo. Sono sempre di più le case dipinte magistralmente e le iniziative che vengono organizzate. Il “Paese delle Fiabe” non si limita ad essere una semplice esposizione di arte urbana, ma offre un’esperienza immersiva a 360 gradi. Statue di personaggi fantastici, giochi a tema e molto di più che completano l’ambientazione fiabesca, trasportando i visitatori in un mondo di fantasia e di sogni. Un luogo ideale per famiglie con bambini, che possono giocare e divertirsi tra i personaggi delle fiabe, ma anche per gli adulti, che possono riscoprire la magia delle storie che hanno accompagnato la loro infanzia.

Nel borgo si trova un solo ristorante (Hostaria MastroCiliegia), un bar e diversi b&b e case vacanze che stanno aumentando sempre di più. Il “Paese delle Fiabe” è aperto tutto l’anno e l’ingresso è gratuito. Si consiglia di indossare scarpe comode, in quanto il borgo è caratterizzato da salite e discese.

Sant’Angelo di Roccalvecce, il Paese delle Fiabe

UN PROGETTO SENZA FINANZIAMENTI PUBBLICI

È proprio Gianluca Chiovello, presidente di ACAS, a dichiararlo: «I murales e le installazioni di Sant’Angelo sono stati ideati e posti in essere innanzitutto grazie all’associazione ACAS che ha approntato i primi fondi; quindi grazie ai numerosi privati cittadini (di Viterbo e di tutta Italia: abitanti, turisti e visitatori) che hanno creduto nel progetto e offerto il loro aiuto disinteressato. Né l’Europa, né la Regione Lazio né tantomeno il Comune di Viterbo hanno mai contribuito a esso con un centesimo o in alcun modo. Ciò è avvenuto per nostra precisa scelta». Chiovello è davvero orgoglioso di questo progetto che «sta generando un’economia locale che si regge da sola e che ha prodotto vitalità commerciale, posti di lavoro, dignità e riconoscibilità per il territorio e, non ultimo, un discreto volume di incassi (dapprima inesistente) a favore degli enti locali. Tutto questo grazie a un progetto green, a costo zero per i contribuenti viterbesi (leggi: non clientelare) e in grado, per sua virtù interna, proprio di allontanare il degrado (basti conteggiare le decine di immobili recuperati alla decenza)».

Sant’Angelo di Roccalvecce, il Paese delle Fiabe

IL PONTE TIBETANO E LE VICINANZE

Grazie all’iniziativa del “paese delle fiabe”, Sant’Angelo di Roccalvecce sta conoscendo una nuova rinascita e ora stanno costruendo un lungo ponte tibetano che colleghi la frazione di Roccalvecce a Sant’Angelo, il borgo delle fiabe. Si tratta di uno dei 32 progetto del piano triennale delle opere pubbliche del comune di Viterbo. Per una gita completa, invece, vicino a Sant’Angelo di Roccalvecce ci sono molte altre località da visitare. Ecco le principali.

Bomarzo e il “Parco dei mostri” (21 km).
Celleno e il “Borgo Fantasma” (8 km).
Civita di Bagnoreggio, la “città che muore” (17 km)
Graffignano e il Castello Baglioni (5 km).
Marta, Capodimonte e le bellezze sul lago di Bolsena (29 km).
Montefiascone con una cupola di 27 metri di diametro, fra le più grandi d’Italia (19 km).
Viterbo, la “Città dei Papi” (25 km).

Sant'Angelo di Roccalvecce, il Paese delle Fiabe

COME ARRIVARE A SANT’ANGELO DI ROCCALVECCE, IL BORGO DELLE FIABE

Sant’Angelo di Roccalvecce si trova in provincia di Viterbo, nel Lazio, a circa 100 chilometri da Roma. Il borgo è facilmente raggiungibile in auto o con i mezzi pubblici. Più precisamente:
• In auto: Prendere l’autostrada A1 in direzione Roma-Firenze, uscire al casello di Orte e seguire le indicazioni per Sant’Angelo di Roccalvecce.
• In treno: Prendere il treno fino alla stazione di Orte e da lì prendere un autobus per Sant’Angelo di Roccalvecce.
• In autobus: Ci sono diverse linee di autobus che collegano Sant’Angelo di Roccalvecce alle principali città della Tuscia.

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