Cosa fare quando LUI NON TI CAPISCE e ti senti un’aliena

Domanda: Certe volte mi sembra di stare con uno sconosciuto che non sa nulla di me. Cosa posso fare se il mio ragazzo non mi capisce?

L’uomo dei sogni, quello comprensivo, tenero, all’occasione anche rude, ma che sa sempre comportarsi nel modo giusto non esiste… però possiamo educare il nostro partner per migliorare il nostro rapporto!
Avete appena litigato e tu vorresti tanto che lui facesse la pace cercando di chiarire la questione.
Sei un po’ giù e vorresti che lui ti facesse un’iniezione di energia per farti tornare in palla.
Vorresti che lui ti capisse al volo.
Vorresti che sappia quali tasti toccare per “accenderti” o per rincuorarti…
Appunto, vorresti, vorresti, vorresti tanto da lui, troppo per lui. È il caso di porti due domandine. La prima domanda è: ma se vorresti un’altra persona, allora perché stai con lui? La seconda è: vuoi smussare qualche angolo del suo carattere per renderlo più amorevole? Ecco qualche consiglio.

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UN COMPLIMENTO OGNI TANTO ANCHE PER TE…

Macché, non fa altro che guardare le ragazze su instagram o della tv e le ragazze degli altri. E tu? Ti piacerebbe che, ad esempio, notasse il taglio di capelli, il tuo nuovo look, i post che hai pubblicato, che ti chieda cosa hai fatto a scuola o a lavoro, su cosa stai lavorando… tu ci soffri covando il dubbio che forse lui si accontenti pensando «e vabbé, m’è toccato questa».

  • – Rovescio della medaglia: Pensa se ti facesse sempre i complimenti, cento, mille volte al giorno! All’inizio è bello, poi capisci che te li farebbe anche se ti vestissi con un sacco della spazzatura. Quanto sono sinceri i suoi complimenti?
  • – Soluzione: Fagli capire che le donne della tv o sui social su cui sbava non sono niente in confronto a te, ma devi farlo senza aggredirlo (sembreresti invidiosa e passeresti dalla parte del torto) e poi digli «Magari fossi io così». Ti rassicurerà, in fondo sta con te, no? 
TU VORRESTI PARLARE E LUI…

Non ci volevi uscire col suo amico che si vanta di essere un campione di peti. Eppure lui si è impuntato e ci siete usciti. È stato uno strazio e quando tornate poi litigate furiosamente! Dopo cinque minuti fate la pace con un bacio: per lui è normale, i ragazzi hanno bisogno di ristabilire un contatto fisico mentre tu vorresti una soluzione… Eppure stai zitta e poi scoppi a piangere.

  • – Rovescio della medaglia: È vero, vorresti uno con cui parlare, ma ti immagini uno che quando comincia ad analizzare la situazione non la finisce più magari andando anche a riprendere dei casi di tre anni fa? 
  • – Soluzione: Se lui tronca il discorso con un abbraccio, stringilo forte, tranquillizzalo e poi, con calma, riapri il discorso facendogli capire come ti sei sentita. Non devi dire «con lui no», ma devi essere sincera. Gli animi, però, si devono essere calmati…
«TI CHIAMO DOPO». E INVECE…

Non lo fa apposta, è nel suo dna, è più forte di lui. Che poi non è un fatto solo suo, capita anche alle donne: ti ricordi quando eri in vacanza e dovevi chiamare tua madre per farle sapere che stavi bene? Quante volte te ne sei dimenticata? Idem lui…

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  • – Rovescio della medaglia: Sei a bere un caffè con un’amica e ti squilla il telefonino: «Amore, ciao, sono arrivato». 5 minuti dopo: «Amore, ciao, l’albergo è bello». 15 minuti dopo: «Aore, ciao, sono salito in camera, c’è anche la doccia con l’idromassaggio». E via così, alternando telefonate a vocali e messaggi con mille foto. Scommettiamo che lo catalogheresti come “troppo appiccicoso” e all’ennesima telefonata lo manderesti a quel paese perché ti sentiresti soffocata?
  • – Soluzione: La prossima volta stacca il telefono e esci. Ovviamente fatti negare dalle tue amiche se lui le dovesse chiamare. Vedrai che, dopo ore di tentativi, capirà cosa significa stare a casa senza news…
QUANDO LUI SI AMMUTOLISCE E TU…

Cerchi di capire cosa gli è successo, ma lui ti scaccia con un: «Tranquilla, non è niente, ora mi passa». È in un momento difficile e vorresti aiutarlo, ma non fai che peggiorare la situazione diventando quasi assillante. Capita, ma l’errore più comune da evitare è proprio quello di chiedergli «Cos’hai? Cosa posso fare?» ogni cinque secondi. 

  • – Rovescio della medaglia: Pensa se il tuo ragazzo non fosse mai giù, fosse sempre felice e sorridente. I momenti di lieve calo psicologico servono, sono utili al nostro animo per ricaricarsi. Purché siano lievi e brevi, ovviamente. E tutti ci cascano prima o poi, anche chi sembra sempre sorridente e poi esplode all’episodio più stupido! E comunque, rovescia la situazione: sei in uno di quei giorni in cui tutto ti va storto e non vedi la luce. Arriva lui che comincia a chiederti: «Cosa stai? Che fai? Che posso fare per te? Posso aiutarti in qualche modo? Se vuoi io ci sono. Ti va di parlarne?» e così via. Quanto tempo impiegheresti prima di urlargli «E basta!».
  • – Soluzione: Aspetta i suoi momenti, rispetta il suo silenzio e questo suo momento. Fagli sentire che ha il tuo supporto, che se vuole può aprirsi con te ma se non vuole il tuo aiuto in questo momento, tranquilla, dedicati ad altro! Vedrai che nel momento in cui la finirai di assillarlo, sarà lui a venire da te.
QUANDO TU TI AMMUTOLISCI E LUI…

Mi dice: «Che palle, quando ti prendono questi periodi sei insopportabile». Ma che ne sa lui dei “nostri momenti”? È anche vero però che se prova a capirci gli rispondiamo «No, tu non c’entri niente. E non mi rompere, mi stai sempre appiccicato». Così va in tilt. I ragazzi ragionano in modo meno colorato di noi, per loro è bianco o nero, al massimo qualche piccola gradazione, mentre per noi esistono milioni di sfumature. È questo che ci rende speciali. Loro però ci provano, ma noi li respingiamo e alla fine esplodono in quel modo che a noi suona come un «Neanche lui mi sta vicino, bastardo!». 

  • – Rovescio della medaglia: Vale il discorso di prima, immagina se ti chiedesse sempre «Che cos’hai? Ne vuoi parlare?» oppure uno che se ne frega e ti dice «Ah, sei in uno di quei giorni? Vabbé, ne riparliamo più avanti, chiamami quando torni umana». O «Ogni tanto fa così, che ci vuoi fare!». 
  • – Soluzione: I ragazzi non possono capire ciò che non conoscono e a volte abbiamo degli sbalzi d’umore che non capiamo neanche noi. Non dobbiamo incolparli, sta a noi aiutarli non chiudendoci dentro un «Non è niente. Devi solo lasciarmi sola». È normale che lui pensi che sia colpa sua!
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