BABY SHARK: La storia della canzone più amata dai bambini (e odiata dai genitori)

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Domanda: Ho un bambino piccolo e adora la canzone “Baby Shark”. Io non la sopporto più, chi l’ha inventata? Come ha fatto a diventare famosa?

È la canzone più amata dai bambini di tutto il mondo al punto che “Baby Shark” è diventato il primo video di Youtube a superare i 10 miliardi di visualizzazioni. Numeri impressionanti che raccontano di un fenomeno ormai imprescindibile: in ogni festa di bambini e in ogni casa si sente riecheggiare questa canzoncina con tanto di balletto. Qual è la sua storia?

NASCE NELLE COLONIE ESTIVE

Secondo la leggenda, il ritornello nasce nelle colonie estive nel secolo scorso più o meno durante il periodo di fama del film “Lo Squalo”. Per esorcizzare i fatti drammatici del film di gran moda in quegli anni, l’idea fu di creare una canzoncina su dei simpatici squali, ognuno con un diverso movimento delle mani durante il balletto. L’idea era quella, poi le versioni cambiavano: c’era quella dove gli squali cacciavano altri pesci, dove mangiavano i marinai o finivano in paradiso. Il ritornello aveva un potenziale troppo forte per fare in modo che qualcuno non la trasformasse in successo. È stato un percorso lungo, però.

L’ORIGINALE: KLEINER MULLER

Questo è il video originale della prima versione di successo di Baby Shark. Si intitola “Kleiner Hai” (in tedesco è “Piccolo squalo”) e fu pubblicato da Alexandra Muller, conosciuta come Alemuel. Racconta la storia di un cucciolo di squalo che cresce e mangia un nuotatore. Un successo clamoroso che poi la EMI ha trasformato in un singolo arrivato al 25° posto nelle classifiche tedesche. Questa:

FINO AL MARKETING DI PINKFONG

Se la versione di Alemuel, però, può sembrare un filino inquietante con un ritmo impetuoso e addirittura un urlo, ci ha pensato la sudcoreana Pinkfong a realizzare la versione che tutti conosciamo e che si balla ovunque. Questo è il video originale pubblicato su Youtube il 26 novembre del 2015. Sembrava un qualsiasi video fra i tanti pubblicati dalla Pinkfong, un video che si mescolava fra canzoncine, cartoni animati, rivisitazioni di vecchie favole e libri (Il gatto con gli stivali, Pinocchio…), e invece…

La canzone inizia con il celebre motivetto della colonna sonora del film “Lo Squalo (le note mi e fa alternate che creano suspence) che poi, a sua volta, riprende la Sinfonia n. 9 di Antonìn Dvorak. Proprio questa è stata campionata dalla Pinkfong che l’ha messa all’inizio del suo video.
Il video del primo “Baby Shark” diventa subito un successo, a Pinkfong capiscono che hanno trovato la gallina dalle uova d’oro e si concentrano su questa canzone realizzando app, merchandising e una versione dance che diventerà il primo video di Youtube a superare le 10 miliardi di visualizzazioni. È il 18 giugno del 2016 e si tratta di una versione dance della canzone. Qui appare anche la volpe rosa (il personaggio di Pinkfong) e un bambino che balla una coreografia. Nel video originale c’erano solo i disegni degli squali:

Negli anni è stata realizzata in migliaia di modi diversi dal pubblico e dalla stessa Pinkfong che ha realizzato versioni anche con altri personaggi famosi, ad esempio Hello Kitty:

CHI È PINKFONG

La PinkFong è un marchio della società SmartStudy fondata nel 2010 da tre ex programmatori con l’idea di realizzare videogiochi in proprio. L’idea fu però poi abbandonata dai tre, “stanchi di sviluppare giochi” e così fu creata una casa editrice specializzata in libri di educazione e medicina. Nessuno dei tre, però, era esperto in medicina e così si buttarono sull’educazione generica in particolare nel materiale per bambini sfruttando le conoscenze della Samsung Publishing Ltd, una casa editrice sudcoreana molto importante (non nessuna connessione con la Samsung) di cui uno dei tre fondatori aveva dei vincoli di parentela.

Sfruttando le loro conoscenze informatiche, realizzarono prodotti per bambini utilizzando internet come veicolo (soprattutto app e i video su Youtube) puntando non sul mercato sudcoreano ma soprattutto su quello americano perché più ampio e più redditizio. Dopo un’attenta ricerca di mercato, individuarono le caratteristiche vincenti per il successo di un prodotto come, ad esempio, la presenza di un personaggio dei fumetti a veicolare i vari prodotti (un video, un libro, un giocattolo). È così che nasce il personaggio di Pinkfong, la volpe rosa.
E così iniziarono pubblicando tanti video e app. Fino al 25 novembre 2015 quando cambiò tutto.

L’HANNO USATA ANCHE COME STRUMENTO DI TORTURA

Ebbene sì, anche se la canzoncina è orecchiabile e perfetta per i bambini, a lungo andare può diventare una tortura. È successo in una prigione in Oklahoma (Stati Uniti) dove alcuni carcerati sono stati ammanettati al muro e costretti a restare in piedi per ore ad ascoltare questa canzone senza sosta. Lo ha riportato tempo fa il “New York Times” spiegando che gli agenti della prigione sono stati condannati e rimossi dall’incarico perché far ascoltare ripetutamente una canzone è una forma di tortura.

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