LEZIONE DI ITALIANO: Quando si mette la “I” nelle parole? Quando la “I” è di troppo

Domanda: Oggi volta mi viene questo dubbio: si dice ciliegie o ciliege? Deficiente o deficente? Come capisco quando devo inserire, o non inserire, la “I”?

È uno dei grandi dubbi della lingua italiana che abbiamo tutti. Ci sono parole che, dicendole a voce, ci sembra ovvio che abbiano la “I” e invece poi ci accorgiamo che è sbagliato. Idem il contrario. Che caos! Cerchiamo di capire, una volta per tutte, quando mettere o meno la famigerata “i”.

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Le “I” e i Plurali 

Per i plurali delle parole che finiscono in “-cia” e “-gia” c’è una regola molto semplice: la “i” rimane se la “c” e la “g” sono precedute da vocale, cade se sono precedute da consonante.

– Si scrivono con la “i”: ciliegie, camicie, ligie, bugie, mogie, randagie, malvagie, valigie.
– Si scrivono senza la “i”: facce, spiagge, rocce, docce, province, sagge, selvagge.

Nota bene: Il plurale di camicia è “camicie”. Se non mettessimo la “I” sarebbe “camice” che esiste ma ha un altro significato, ad esempio ”il camice del dottore”.

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Simili ma diversi

Attenzione alle parole che, nonostante siano molto simili e sembrino avere la stessa derivazione, si scrivono in modo diverso: 

– si scrive “cielo” con la “i”, ma “celeste” è senza “i”
– si scrive “croce” senza la “i”, ma crociera è con la “i”

Da non dimenticare

– Gente si scrive senza “i”, e così tutte le parole che la contengono, come per esempio “diligente” e “intelligente”.
– “Efficiente”, “sufficiente”, “deficiente” si scrivono tutte con la “i”.
– “Scienza” si scrive con la “i”, quindi vale la stessa regola per tutte parole che ne derivano, come ad esempio: “scientifico”, “scienziato”, “coscienza”, “incoscienza”, “fantascienza”.
– Conoscere si scrive senza “i”, e così tutte le parole che ne derivano, come conoscenza e conoscente.

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Credit foto: Wokandapix (Pixabay)

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