Il mistero di “FRIENDS TO GO”: ecco chi ha ispirato Paul McCartney

La notizia è strana ma sembra che sia veramente andata così. Se pensi che sia impazzito, prima ascolta la canzone “Friends to go” (contenuta nell’album “Chaos and Creation in the Backyard”) e poi chiediti se ti sembra la tipica canzone alla Paul McCartney o se piuttosto vi ricorda di più lo stile che ha caratterizzato George Harrison dall’inizio della sua carriera di solista fino alla sua morte avvenuta nel 2001, a soli 58 anni, a causa di un cancro. In fondo, lo ha rivelato lo stesso McCartney alla BBC:

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«Quando ho sentito questa sensazione ho pensato… questo è George. Era come se stesse scrivendo una delle sue canzoni»

Infatti Paul non ha avuto molte difficoltà nella stesura del testo e della musica:

«Si è praticamente scritta da sola perché non ero io a scriverla»

A caricare il mistero di questa canzone c’è anche il fatto che il significato del testo è oscuro allo stesso Paul. 

«Già il primo verso “Waiting on the other side” è un po’ strano, una cosa tipo aspettando sul fiume Jordan… e poi ci sono diversi doppi significati. È divertente, particolarmente la seconda strofa “I’ve been sitting down a slippy slope, I’ve been climbing up a slowly burning rope” (sono stato seduto su una parete scivolosa, ho scalato lentamente una corda infiammata, ndr). Quelle che mi sento di dire che questa è una canzone di George»

 

Credit foto: David Hume Kennerly – Gerald R. Ford Presidential Library and Museum (Wikipedia)

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