CORSO DI DIZIONE: Accenti aperti e chiusi, quando usarli (e gli errori più comuni)

La dizione sembra ormai superata perché abbiamo scambiato il voler apparire naturali e orgogliosamente originari di una zona geografica con il renderci delle specie di macchiette buone per qualche film comico. Non è così, si può essere naturali anche parlando in italiano. Chiara Ferragni è di Cremona, ma non parla con un accento molto marcato perché è abituata a frequentare ambienti internazionali dove il dialetto non sempre è ben visto. Quindi, se vuoi migliorare la tua dizione, sicuramente hai già letto il nostro articolo sulle istruzioni base per una dizione corretta. In questo articolo invece approfondiamo la questione degli accenti aperti e degli accenti chiusi.

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DIZIONE CORRETTA: DIFFERENZA FRA GLI ACCENTI APERTI E QUELLI CHIUSI

Le lettere “E” e “O” possono avere due suoni differenti a seconda che siano aperte o chiuse. Nei testi scritti l’accento è indicato solo quando cade sull’ultima sillaba, quindi in tutti gli altri casi sta a noi sapere come pronunciarle.

1) Regole sulla “E” aperta

La “e” (aperta) generalmente si usa con parole che terminano in: 

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  • edine (pinguèdine)
  • rei (avrèi)
  • rebbe (avrèbbe)
  • rebbero (avrèbbero)
  • ello (ombrèllo)
  • ella (manovèlla)
  • ema (schèma)
  • emo (rèmo)
  • endo (volèndo)
  • ennio (biènnio)
  • ento (lènto)
  • enza (potènza)
  • erra (tèrra)
  • esto (pretèsto)
  • ette (dovètte).

2) Errori comuni sulla “E” aperta

Questa è la pronuncia corretta di alcune parole che spesso sbagliamo: 

  • accènde
  • bènda
  • cèntro
  • dèvo
  • dèbba
  • esèmpio
  • schèletro
  • sènza
  • sèppi
  • tèmpie
  • tièpido.

3) Regole sulla “E” chiusa

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La “É” (chiusa) generalmente si usa con parole che terminano in: 

  • eccia (cortéccia)
  • ecco (cilécca)
  • ecchio (sécchio)
  • efice (Pontéfice)
  • eggio (passéggio)
  • egno (diségno)
  • eguo (séguo)
  • eno (arcobaléno)
  • mento (moménto)
  • esco (burlésco)
  • esa (pretésa)
  • esso (lésso)
  • etto (corsétto).

4) Errori comuni sulla “E” chiusa

Questa è la pronuncia corretta di alcune parole che spesso sbagliamo: 

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  • affétta
  • allégro
  • altaléna
  • baléna
  • béstia
  • cométa
  • fedéle
  • medésimo
  • méttere
  • scéndere
  • trégua.

5) Regole sulla “O” aperta

La “Ò” (aperta) generalmente si usa con parole che terminano in: 

  • occio (bellòccio)
  • occo (taròcco)
  • oggio (pòggio)
  • ggio (mògìo)
  • oide (adenòìde)
  • omo (gnòmo)
  • onìo (matrimònio)
  • oso (spòso)
  • osso (promòsso)
  • ottolo (viòttolo)
  • ozzo (tòzzo).

6) Errori comuni sulla “O” aperta

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Ecco la pronuncia corretta: 

  • abnòrme
  • bòsco
  • cònsono
  • còppa
  • còppìa
  • dìmòra
  • dòtto
  • fòrmula
  • gòffo
  • òrca
  • spòso
  • stòrpio.

7) Regole sulla “O” chiusa

La “Ó” (chiusa) generalmente si usa con parole che terminano in: 

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  • oce (feróce)
  • ogno (sógno)
  • ognolo (verdógnolo)
  • oio (lavatóio)
  • onco (mónco)
  • ondo (tecóndo)
  • one (vagóne)
  • onte (mónte)
  • ore (hemóre)
  • osto (pósto).

8) Errori comuni sulla “O” chiusa

La pronuncia corretta è:

  • aragósta
  • dóga
  • fóga
  • germóglìo
  • orgóglìo
  • quattórdici
  • ricóvero
  • risórto
  • sónno
  • rispósta.
DIZIONE CORRETTA: ESERCIZI SUGLI ACCENTI

In queste frasi ci sono molte delle parole di cui spesso sbagliamo la pronuncia. Gli accenti aperti e chiusi sono segnati, così sai come leggerle in modo corretto. Come primo esercizio puoi leggerle ad alta voce più volte in modo da abituarti alla giusta pronuncia. Quando inizi a sentirti sicura, puoi trascriverle senza segnare gli accenti, e vedere se riesci ugualmente a leggerle correttamente.

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  • Sedètte sull’altaléna di buòna Iéna.
  • Dovèttero amméttere il millèsimo scèmpio.
  • Sarèbbe un uòmo fedéle e benèvolo, ma ha commésso il medésimo erróre per la centèsima vòlta.
  • Scéndo e passéggio guardando l’arcobaléno.
  • Bévvi un caffè tièpido.
  • Nel sógno èro in un pòsto nel bòsco.
  • Ho bisógno di una rispòsta perché non ricòrdo la fòrmula.
  • Féci una dóccia e prési subito sónno.
  • Mi è sórto un dubbio sul còsto delle aragóste.
  • Ne prési quattórdici gócce.

 

Foto: roaring_creations (Pixabay)

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