DIGITALE TERRESTRE: Perché dobbiamo cambiare il TELEVISORE per vedere la tv?

Domanda: «Ho acquistato il mio televisore appena qualche anno fa, perché devo cambiarlo ancora una volta?».  

La domanda è legittima: poco più di dieci anni fa (2008) ci fu il passaggio dalla tv analogica al digitale terrestre e ora un nuovo cambio. Quel cambio fu anche legittimo perché fu l’occasione per sostituire i vecchi televisori a tubo catodico con quelli piatti e di grande formato. Erano televisori belli, in alta definizione, comodi, moderni. Oggi sono vecchi.
Sono passati solo pochi anni ed è già ora di buttarli e non perché sono rotti, ma perché la Comunità Europea ha deciso che bisogna ricambiare tutto.
Il dubbio è legittimo: nell’era del consumismo, vogliono farci spendere i nostri risparmi facendoci acquistare prodotti nuovi anche se i vecchi ancora funzionano. In realtà non è così e la spiegazione è che le frequenze su cui oggi viaggiano i segnali video dovranno essere usate dalla telefonia mobile 5G.

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COME FUNZIONA IL SEGNALE TV

Spieghiamo meglio, in modo molto semplice, come funziona tutto il sistema: quando oggi facciamo la sintonizzazione dei canali sul nostro televisore, stiamo dicendo all’apparecchio di intercettare i segnali di determinate frequenze raggruppate in blocchi (MUX).
Per fare un esempio: il MUX MEDIASET 1  ha diversi canali e frequenze a seconda di dove è posizionata l’antenna quindi in Sardegna si trova sulla frequenza a 706 Mhz. Su questo MUX sono posizionati i seguenti canali:

  • TV8
  • Cielo
  • Sky TG24
  • TV8
  • Sky Atlantic
  • FOX
  • Premium Crime
  • Premium Stories
  • Premium Cinema 3
  • Sky Sport Serie A HD
  • TV8
  • TV8 on demand
  • TV8 News on demand

Questo vuol dire che in quella zona il nostro televisore intercetta la frequenza a 706 MHz su cui viaggia il segnale video in MPEG-2 che il nostro televisore riconosce e lo mostra sul televisore. Tutta la trasmissione viaggia con uno standard denominato DVB-T (Digital Video Broadcasting – Terrestrial), da non confondere con DVB-S (Digital Video Broadcasting Satellite)

COSA SUCCEDE ADESSO?

Il meccanismo spiegato vale per tutti i canali del digitale terrestre: ogni canale televisivo che vediamo in tv rientra all’interno di un MUX che viaggia a una certa frequenza.
Ora succede che le frequenze intorno a 700 MHz (694-790 MHz) non saranno più disponibili per il segnale video ma per la telefonia mobile 5G e quindi il problema che ci si è posti è su quali frequenze trasmettiamo questi segnali video?
La soluzione è stata l’evoluzione tecnologica di un nuovo formato di compressione video (MPEG-4) e di un nuovo standard di trasmissione (il DVB-T2): questi permettono di rimodulare i canali video sulle frequenze permesse con un punto in più: l’MPEG-4 permette una risoluzione maggiore e quindi l’HD diventerà il nuovo standard. Non ci saranno più programmi tv sfocati, ora anche le televendite saranno in HD. O meglio, in 4K.

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Il problema è che per vedere canali tv che viaggiano con il nuovo standard DVB-T2 e con una qualità MPEG-4 bisogna avere un televisore adatto. Sono due lingue diverse e non si può pretendere che un inglese che non parla italiano (i nuovi formati) riescano a spiegare qualcosa a un italiano che non parla inglese (le nostre tv).
Ecco perché dobbiamo cambiare i televisori e visto che è una decisione dell’Unione Europea, il Governo (Ministero dello Sviluppo Economico) ha previsto un Bonus Tv e un Bonus Decoder (leggi qui tutte le informazioni).

I VARI PASSAGGI

Il passaggio dallo standard DVB-T a DVB-T2 e da MPEG-2 a MPEG-4 avverrà in diverse fasi per concludersi il 1° gennaio 2023.

PRIMO STEP: IL PASSAGGIO A MPEG-4 (RIMANENDO IN DVB-T)
Il cambio del segnale da MPEG-2 a MPEG-4 inizia il 15 ottobre 2021 e si dovrebbe concludere a fine anno. In questa fase tutti i canali televisivi dovranno adattarsi per inviare i segnali video dei loro programmi con il nuovo formato e questo significa che se il televisore non è adatto a ricevere i canali in HD allora non vedrà questi canali.

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Non sarà però un cambio repentino, si partirà con alcuni canali secondari. Per dire, la RAI ha annunciato che dal 15 ottobre il cambio riguarderà solo i seguenti canali:

  • Rai 5
  • Rai Storia
  • Rai Sport
  • Rai Scuola
  • Rai 4
  • Rai Movie
  • Rai Premium
  • Rai Gulp
  • Rai YoYo
  • Rai 1 HD
  • Rai Sport + HD
  • Rai 2 HD
  • Rai 3 HD

E le radio:

  • Rai Radio Tutta Italiana
  • Rai Radio3 Classica
  • Rai Radio Techetè
  • Rai Radio Live
  • Rai Radio Kids
  • Rai Isoradio
  • Rai GrParlamento
  • Rai Radio1 Sport
  • Rai Radio2 Indie

Tradotto. Dal 15 ottobre chi non ha un televisore capace di ricevere l’HD non vedrà più questi canali. Però vedrà comunque gli altri perché questi saranno trasmessi SOLO in MPEG-4 mentre gli altri saranno trasmessi ancora in MPEG-2.
Ripetiamo, oggi vediamo i programmi in definizione standard grazie al segnale MPEG-2 perché abbiamo televisori che riconoscono questo segnale. Se i programmi sono solo in MPEG-4 e il nostro televisore non riconosce questo formato allora non vedremo nulla.
In questa fase è ancora permesso tutto perché si rimane ancora nello standard di trasmissione DVB-T, quello riconosciuto da tutti gli attuali televisori.

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SECONDO STEP: IL RE-FARMING
Il problema centrale sono le frequenze a 700 MHz che gli operatori televisivi dovranno lasciare per essere usate dagli operatori di telefonia mobile 5G. Il che significa che i canali tv dovranno essere riassegnati su altre frequenze mettendoli su altri MUX già esistenti o, comunque, su delle frequenze secondarie (banda sub 700).
La conseguenza sarà un cambiamento dell’attuale numerazione e assegnazione dei canali. Per dire, se Cielo tv è al canale 26 potrebbe passare al canale 13 o 50 o 80, oppure rimanere su 26.
Questo lo vedremo di volta in volta e l’unico modo sarà quello di fare spesso una ri-sintonizzazione automatica dei canali.

Il re-farming non sarà automatico e in tutta Italia ma avverrà a scaglioni in base alle aree geografiche:

  • dal 15 novembre 2021 al 18 dicembre 2021: Area 1A (Sardegna)
  • dal 3 gennaio 2022 al 15 marzo 2022: Area 2 (Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia (tranne la provincia di Mantova, provincia di Piacenza, provincia di Trento, provincia di Bolzano)
    Area 3 (Veneto, provincia di Mantova, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna tranne la provincia di Piacenza)
  • dal 1 marzo 2022 al 15 maggio 2022: Area 4 (Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata; Abruzzo, Molise, Marche)
  • dal 1 maggio 2022 al 30 giugno 2022: Area 1B (Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campania)

TERZO STEP: IL PASSAGGIO AL DVB-T2
Dal 1° gennaio 2023 ci sarà il definitivo passaggio al nuovo standard di trasmissione. In questo caso o si avrà un televisore conforme con il nuovo standard di trasmissione DVB-T2 e con il relativo sistema di codifica HEVC Main10 oppure non si vedrà nulla. Salvo un rinvio della data, il 31 dicembre 2022 potremmo vedere qualcosa, mentre il 1° gennaio no.

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Per tutte le altre informazioni, il Ministero dello Sviluppo ha preparato un sito dedicato: nuovatvdigitale.mise.gov.it/

TV O DECODER?

Se non hai un televisore adatto, allora devi acquistare un televisore nuovo. Come prima cosa, fai il test per capire se devi cambiarlo. E poi decidi se acquistare una nuova tv o un decoder che fa la stessa cosa. In quest’ultimo caso, ecco i 3 migliori decoder per fare le stesse cose che fa una nuova tv.

Foto: Victoria_Borodinova (Pixabay)

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