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A guardarlo condurre in tv o su un palco in un evento live non si direbbé perché Marco Carrara dimostra la naturalezza e la maturità del veterano. E invece è giovanissimo, a 30 anni si sta già ritagliando uno spazio importante negli show della Rai.
Ma come ha iniziato? Qual è la sua storia?

IL SOGNO DELLA TV

Marco Carrara è nato ad Alzano Lombardo ed è cresciuto a Nembro il 1° maggio del 1992, ma il fatto che sia la festa dei lavoratori non deve distrarre, perché lui è un gran lavoratore sin da quando, bambino, sognava di arrivare a condurre la tv.

«Da che ho memoria, ho sempre avuto molto chiaro in testa che volevo fare il conduttore televisivo. Avevo sì e no sei anni, forse meno. Al posto dei fumetti, adoravo leggere le guide Tv. Era l’unico modo che possedevo per entrare in quella scatola magica che per me era la televisione»
(Gente)

Quel bambino è cresciuto trasformando un desiderio in realtà. Nel 2011 Marco Carrara si presenta a un cast di “Tv Talk” (RaiTre) dove cercavano dei giovani analisti, quelli che scrivono le domande per gli ospiti. Lui aveva 19 anni e fu preso subito. Inizia a lavorare in quello studio televisivo come autore e occupandosi dei social media dello show e nel frattempo studia all’università: laurea in Comunicazione, Media e Pubblicità allo IULM di Milano.
Nel 2013 ha una breve parentesi a Mediaset dove si occupa di scrivere e montare i promo di Rete 4, Iris e Top Crime, ma è solo un passaggio. L’anno dopo torna a “Tv Talk” e nel 2015 diventa inviato.

LA SVOLTA

Marco Carrara è una spugna e impara da tutti i professionisti che incontra. In breve tempo diventa così bravo che i vari conduttori iniziano a contenderselo. Nel 2017 si ritrova per una sostituzione ad “Agorà estate” condotto da Serena Bortone che appena lo conosce lo vuole sempre con sé. In questa trasmissione prende sempre più spazio (si occupa del “Moviolone”) e la Rai gli affida la sua prima trasmissione, seppure solo su RaiPlay, la striscia quotidiana “Timeline” in cui racconta tutto ciò che accade sui social. Lo show va così bene che arriva in tv con “Timeline Focus” il sabato mattina che poi viene inglobato dentro “Agorà” il venerdì.

Ormai lo conoscono tutti. Si occupa sui social della maratona “Telethon”, è tra gli speaker di TEDxRovigo, conduce “Senato&Cultura” e varie serate speciali come gli Italian Podcast Awards o quella sui 170 anni della Polizia di Stato.

Arrivano anche i riconoscimenti: considerato il conduttore più giovane della Rai, vince il premio Moige, è in finale al “Prix Italia” ed è fra i “Personaggi rivelazione dell’anno” agli Italian TV Awards, vince il Magna Grecia Awards per il suo “giornalismo social al passo coi tempi”. Anche l’UNICEF si è accorto di lui nominandolo membro “Next Generation”.

IL RIFERIMENTO È FABRIZIO FRIZZI

È giovane, ma conosce molto bene la tv. Per questo sa che non basta essere bravo a condurre una trasmissione, ma bisogna entrare nel cuore dei telespettatori. Come Fabrizio Frizzi, il suo riferimento, il conduttore a cui lui si ispira perché sa la differenza tra l’essere popolare ed essere amato.

Per riuscirci ci mette tutto sé stesso. Marco Carrara si sveglia alle 4.45 e alle 6 è già in redazione perché “Agorà” inizia alle 8 e c’è da preparare tutto. Controlla i video, legge la rassegna stampa e poi si va in diretta. Finito “Agorà” passa a “Timeline”. Tanti impegni ma tante soddisfazioni, e per riposarsi ha una ricetta collaudata: va dai suoi genitori che vivono in campagna e si gode la quotidianità con la nipotina Sofia, la figlia di mia sorella, alla quale è molto legato.

PERCHÉ SCOMMETTIAMO SU DI LUI

La tv ha bisogno di rinnovarsi e purtroppo, a nostro avviso, non ci sta riuscendo molto. Ormai il palinsesto è pieno di talk show politici dove cambia la scenografia, il conduttore, i colori, ma alla fine tutti dicono sempre le stesse cose facendo solo tanto caos. I reality sono una sorta di psicoterapia in diretta, così come i talk show non politici ma “di cuore” dove ormai sembra di assistere a una visita ambulatoriale visto che ormai tutti i personaggi famosi parlano solo delle loro malattie.

Poi arriva lui, Marco Carrara, insieme a pochi altri giovani conduttori che invece nei loro spazi utilizzano dei linguaggi nuovi e sinceri. È la nuova leva della tv che prova a sperimentare, a fare cose nuove sempre però rimanendo nel solco della tradizione. Perché, alla fine, l’Italia è l’Italia e se Alessandro Cattelan prova a fare qualcosa del tutto diverso con il suo “Da grande” allora sarà un flop, mentre Stefano De Martino avrà sempre successo finché seguirà le orme dei vari Amadeus, Carlo Conti ecc.
Marco Carrara per ora si sta facendo le ossa in programmi e orari dove può permetterselo ma tutto questo gli tornerà utile. Ha talento e siamo sicuri che in pochi anni lo vedremo in ben altri show.

 

Foto: Instagram (@iosonocarrara)

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