CARLO CONTI e “The Band”: «Non devo dimostrare niente a nessuno»

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Tempo fa Carlo Conti disse che avrebbe voluto ridurre i suoi impegni televisivi e invece, per la gioia degli italiani che lo seguono sempre, sta realizzando una prima serata dietro l’altra. Ora è la volta di “The Band“, ma poi ci saranno i David di Donatello, la serata in onore di Lucio Dalla, quella “Con il cuore” nel nome di San Francesco d’Assisi. Non si ferma mai, eppure per lui questo è riposo, perché il vero stress è condurre una striscia quotidiana tipo “L’Eredità”. Ecco, a 61 anni, Carlo ha detto basta con lo stress quotidiano, preferendo la famiglia al lavoro.

LA NOVITÀ: THE BAND

C’era molta attesa per questo programma e dopo la prima puntata qualcuno è rimasto un po’ deluso. Forse perché si aspettavano un nuovo “X Factor”, “The Voice”, “Amici”, e invece si sono ritrovati di fronte uno show diverso, senza vincitori né vinti, se non la musica stessa. In questo Carlo era stato chiaro: non si vincono contratti discografici o posti al festival di Sanremo, ma solo la voglia di dimostrare che si può uscire dalla pandemia attraverso la voglia di divertirsi e di stare insieme. Per questo si può dire che il vero obiettivo di “The Band” è quello di far tornare agli italiani il gusto di andare ai concerti live, di non chiudersi in casa a farsi video su Youtube mentre cantano da soli su basi registrate, ma a fare gruppo. A comporre band.

«Nel lavoro, dopo aver condotto per tre volte il Festival di Sanremo, sono arrivato a un punto in cui non devo dimostrare più niente a me stesso. Posso essere meno in tv anche se poi, fra dirette e repliche, ci sono sempre, ma ho lasciato la conduzione di programmi quotidiani».
(Chi)

LA MUSICA È SEMPRE STATA AL CENTRO DEL MONDO DI CARLO CONTI

Da giovane Carlo amava la musica, appena otteneva qualche soldo lo spendeva subito per acquistare i dischi delle sue band preferite. Poi è diventato un dj nelle prime radio private e ha inciso dischi negli anni ’80 con lo pseudonimo di Konty (qui sotto trovi alcuni brani dell’epoca). L’approdo alla tv lo ha portato a condurre anche altro ma senza dimenticare proprio la musica: da “Discoring” a “50 Canzonissime”, “I migliori anni”, “Tale e quale show” e tanti altri fino a questo “The Band”. E senza dimenticare la direzione artistica di 3 festival di Sanremo e dello Zecchino d’Oro. Insomma, non è che un giorno Carlo Conti si è alzato e ha detto «Facciamo una trasmissione di musica», Carlo ne capisce molto e forse anche più di chi lo critica sui social.

Poi certo, come tutti ha le sue passioni. Lui adora i Pink Floyd e i più grandi ma ha rivelato che la canzone che non gli esce dalla testa è questa…

LA SUA STORIA: È STATO CRESCIUTO SOLO DA SUA MADRE

Per un destino avverso, Carlo Conti una famiglia vera e propria non l’ha mai avuta: suo padre è morto quando lui aveva solo diciotto mesi e tutto il peso si poggiò sulle spalle della madre che però aveva speso tutti i risparmi per curare il marito.
Carlo però racconta spesso di un episodio che spiega il carattere della madre: tornata a casa dal funerale, la mamma trovò nella cassetta della posta 500 lire e pensando che le avesse messe Santa Rita trovò nella Fede la forza di continuare. Dunque cercò lavoro come ostetrica e piano piano riuscì a riprendere in mano la sua vita e a crescere il figlio Carlo. Portava il futuro divo tv a dormire dalla zia e andava a fare assistenza notturna in ospedale. Non solo, per arrotondare faceva anche la donna di servizio.
Un comportamento che lui non potrà mai dimenticare e che applica anche alla sua famiglia:

«Dal mio babbo e ora anche da mamma, che mi ha lasciato dopo quarant’anni di vita insieme. Non avrei potuto fare quello che ho fatto senza di loro»
(Corriere della Sera)

OGGI È TUTTO PER LA SUA FAMIGLIA

Nei suoi primi 50 anni, Carlo Conti è stato considerato uno dei single d’oro d’Italia, poi ha ritrovato Francesca Vaccaro, con cui aveva avuto una relazione anni prima, e si è sposato. Hanno avuto un figlio, un cane e lui ha cambiato la sua vita plasmandola sui bisogni della sua famiglia portandolo a dire che «Mai come ora sono felice di aver messo al primo posto la famiglia e lo stare bene». Ad essere cambiato è il suo modo di vedere le relazioni, basta con l'”io”, oggi c’è il “noi”.

«Penso a chi ero, a chi sono, a quello che ho costruito, gradino dopo gradino, che è molto di più di quanto sperassi o immaginassi. Penso alla mia famiglia, che ha dato un senso a tutto e, a 50 anni, mi ha portato ad abbandonare l’idea dell’io per iniziare a pensare al plurale, a noi. Mia moglie e nostro figlio sono la mia forza».
(Gente)

IL COVID E FRIZZI

A cambiare la sua visione del mondo ci hanno pensato anche il Covid, che ha avuto due anni fa e che gli causò non pochi problemi, e la morte prematura di Fabrizio Frizzi. I due fatti sono sono stati due rinforzi per le sue decisioni: «Mi ha fatto pensare che la vita corre, che non sai mai cosa accadrà», ha detto riguardo a Frizzi. E sul Covid:

«Ha consolidato la mia convinzione che la cosa più importante nella vita è stare bene, il resto viene dopo».

 

Foto: Rai1

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