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Domanda: Quanto guadagna un parlamentare italiano? Come è composto e come si calcola lo stipendio parlamentare? Quanto guadagna un politico?

Sono i nostri rappresentanti, fanno un lavoro di responsabilità perché con le loro decisioni possono cambiare le nostre vite, ma quanto guadagna un parlamentare italiano? In giro se ne leggono tante, ma qual è la realtà? Vediamo voce per voce lo stipendio parlamentare, oltre dalla base dei cinquemila euro lordi circa.

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LA DIARIA PER VIVERE A ROMA

DEPUTATI: Il Parlamento è a Roma e i parlamentari devono poter vivere nella Capitale. Oltre allo stipendio parlamentare è previsto una sorta di “rimborso vita quotidiana” per coprire le spese di residenza (affitto, bollette ecc.). La diaria base ammonta a circa 3.000 euro al mese (legge n. 1261 del 1965).
C’è un però. Serve la presenza del deputato a Roma per almeno il 30% delle votazioni. In caso di assenza gli vengono decurtati 206,58 euro che vengono decurtati dalla diaria mensile per ogni giorno di non presenza. La decurtazione non c’è nel caso in cui l’assenza sia giustificata.

SENATORI: Anche per loro, oltre allo stipendio parlamentare c’è una diaria legata al costo della vita. Dal 2001 al 2010 era di 4.003 euro al mese, poi è stata ridotta a 3.500 euro al mese.

RIMBORSO SPESE GENERICO

DEPUTATI: Il parlamentare deve stare a Roma per poter partecipare alle sedute e per quello c’è la diaria che però serve solo per la residenza. Per le altre spese, c’è un generico rimborso spese per l’esercizio del mandato.
Il Rimborso spese ammonta a 3.690 euro mensili. Questi soldi, però, sono corrisposti per la metà in via forfettaria, per l’altra metà a fronte di dichiarazioni di spesa attestate con una dichiarazione per ogni quadrimestre.

SENATORI: Il rimborso per l’esercizio del mandato è di 2.090 euro al mese ed è sottoposto a rendicontazione quadrimestrale, e in una ulteriore quota di 2.090 euro mensili erogata forfettariamente.

TRASPORTI E VIAGGI

DEPUTATI: E se il deputato vive lontano o all’estero? Non deve pagarsi da solo il viaggio, ci pensa un altro rimborso viaggi. Qui il benefit è chiaro. Possono viaggiare liberamente e gratis in autostrada, in treno, per via marittima e in aereo.
Questa libertà di movimento vale per i trasferimenti sul territorio nazionale. Al parlamentare basta mostrare il suo tesserino. In auto invece hanno un Telepass pagato dalle istituzioni insieme alle altre spese accessorie di viaggio individuate in base a due fasce chilometriche.

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SENATORI: Anche loro possono viaggiare gratis in Italia. Inoltre hanno un rimborso forfettario di 1.650 euro e riguarda sia le spese accessorie di viaggio che le spese telefoniche.
Gli ex senatori hanno un tetto annuale per i viaggi aerei e ferroviari in Italia.

TELEFONIA

DEPUTATI: La politica è l’arte della negoziazione e per questo è necessario avere un telefono. Qui però il rimborso è forfettario.
Il rimborso telefono è di 1.200 euro l’anno.

LA PENSIONE DI UN PARLAMENTARE

DEPUTATI: E poi c’è il nodo pensionistico. Dal 2012 è venuto meno il “vitalizio” che significa ricevere una pensione a vita anche dopo una sola legislatura, magari fatta da giovane. Ora invece c’è un sistema previdenziale più simile ai dipendenti pubblici: dall’indennità vengono detratti i contributi che porteranno al diritto della pensione a 65 anni. Con un unico vincolo: la legislatura deve essere durata almeno per 4 anni, 6 mesi e 1 giorno.

SENATORI: La pensione arriva a 65 anni a condizione di aver svolto il mandato parlamentare per almeno cinque anni. Per ogni anno di mandato oltre il quinto anno, il limite si riduce di un anno fino al minimo inderogabile di 60 anni.

ASSISTENZA SANITARIA INTEGRATIVA

DEPUTATI: In Italia la Sanità è pubblica, ma molti preferiscono avere una assistenza sanitaria integrativa. Molti ordini professionali hanno un loro fondo e fra questi ci sono anche i parlamentari.

SENATORI: Qui c’è un rimborso parziale di determinate spese sanitarie sostenute dagli iscritti, nei limiti fissati dal Regolamento e dal Tariffario. L’iscrizione è obbligatoria per i senatori che non sono già in pensione ed è pari a un contributo del 4,5% sull’indennità totale. È facoltativa per chi è è già in pensione.

ASSEGNO DI FINE MANDATO

DEPUTATI: Oltre alla diaria e ai rimborsi, poi a fine mandato c’è anche un assegno finale, una specie di TFR. L’importo è pari all’80% dell’importo mensile lordo dell’indennità. Questo assegno è pagato da un fondo a cui è stata versata una parte dell’indennità lorda mensile percepita dal parlamentare.

SENATORI: Anche qui c’è un assegno pari all’80% dell’importo mensile lordo dell’indennità, moltiplicato per il numero degli anni di mandato effettivo. Il contributo trattenuto mensilmente per questo fondo è del 6,7% sull’indennità totale.

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Foto: Palazzo del Quirinale (wikipedia)

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