La lezione di MARCO MELIS: ecco cosa imparare dallo stilista e imprenditore amato dalle star

Chi si nasconde dietro il look delle star? Certamente i vip hanno i loro gusti personali ma si affidano anche ad esperti di immagine che li possano consigliare al meglio. Fra questi c’è anche Marco Melis, imprenditore nel settore dell’ottica, che in passato nel suo ruolo di stilista ha disegnato alcuni pezzi unici per Spike Lee, Monica Bellucci, Fabio Troiano, Claudio Baglioni, Salvatore Esposito e molti altri.
Ora si lancia in una nuova avventura, quella di produttore cinematografico visto che sta lavorando a un nuovo progetto che presto vedremo sul grande schermo.

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LA FILOSOFIA ALLA BASE DEL SUCCESSO DI MARCO MELIS: L’ITALIA

Titolare della Marcomelis Eyewear, Melis è convinto che il successo passi per i dettagli e nel caso dei suoi occhiali vadano pensati come un accessorio per dare risalto al volto e all’outfit di chi lo indossa. D’altronde, le star non accettano consigli da chi non rispettano e Melis se l’è guadagnato con anni di lavoro, con la serietà e con tanti modelli di grande successo.
C’è però un altro aspetto che lui considera centrale: tenere la produzione in Italia. A differenza di molte aziende che hanno scelto l’abbattimento dei costi spostando la produzione all’estero, lui invece è rimasto in Italia:

«Quando molte aziende sono andate a produrre altrove, causando una crisi ai nostri terzisti. Io in quel momento ho deciso di rimanere in Italia e successivamente con l’arrivo della pandemia ho risposto investendo nei terzisti che erano rimasti senza lavoro».

I risultati gli hanno dato ragione: «Oggi i miei ragazzi sono ancora tutti al proprio posto di lavoro e certamente senza di loro non avrei potuto fare niente, devo solo ringraziarli».

Melis-Spike Lee

Con Spike Lee.

IL FUTURO DELL’ECONOMIA

Nonostante le difficoltà dovute alla pandemia, Melis è positivo e per il futuro vede una rinascita importante:

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«La ripartenza ci sarà e anche proficua per chi ha resistito e ha potuto investire come noi. Stiamo parlando di un ennesimo “dopoguerra”, con la differenza che non dobbiamo ricostruire né strade né case, ma reti vendita».

Purtroppo le difficoltà ci sono per gli imprenditori del settore della moda che oltre al Covid-19 devono lottare anche contro la contraffazione: «Purtroppo esiste perché esiste la richiesta. Fino a quando con cambierà la cultura delle persone tutto questo non avrà battute d’arresto, malgrado gli sforzi del Governo nel trovare leggi adeguate al caso. Vedo spesso e volentieri bancarelle e mercatini con occhiali di marca di dubbia provenienza e originalità». Ed è lì che Marco Melis ci regala una riflessione importante:

«Dovremmo tutti imparare che se una cosa non possiamo permettercela non è la fine del mondo».

L’IMPORTANZA DEL “MADE IN ITALY”

Ecco, lo spingerci ad aiutarci l’un con l’altro sarebbe una grande cosa. L’economia italiana si basa molto sulle esportazioni ma anche sulle importazioni con il risultato che molti nostri prodotti vengono venduti all’estero e poco acquistati in Italia perché costosi o perché si pensa che se fatti all’estero siano migliori. Se ci aiutassimo acquistando soprattutto prodotti italiani, invece, ne beneficeremmo tutti perché a realizzare quei prodotti siamo proprio noi, i nostri amici, i nostri parenti.
Non a caso Marco Melis scrive “Fatto da un Italiano” sulle asticelle dei suoi occhiali:

«È una mia provocazione, poiché troppo spesso vediamo improbabili scritte tipo “Hand made”, “Made in Italy” etc. Io ho voluto comunicare di più, prendendo le distanze, dicendo la stessa cosa, ma vera!».

Melis-Monica Bellucci

Con Monica Bellucci

CONTA PIÙ IL BRAND O LA QUALITÀ?

Fra gli anni ’90 e i primi anni 2000 ci fu il boom del movimento “no logo” dove si puntava a scegliere più la qualità che la marca. Purtroppo, oggi è il contrario. In questi ultimi 20 anni, la produzione si è spostata in realtà economiche emergenti dove il costo del lavoro è molto basso, mentre nel cosiddetto “Occidente” ci si è specializzati nel marketing e nella promozione anche grazie all’avvento dei social. Risultato: sappiamo vendere meglio ma, purtroppo, prodotti più scadenti. Per ovviare a questo problema, secondo Melis dobbiamo migliorare la qualità e in questo senso fa una distinzione fra due tipologie di realtà produttiva:

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  • quella artigianale: è un occhiale completamente fatto mano, che viene tagliato attraverso l’utilizzo di un pantografo, pezzo per pezzo.
  • quella cosiddetta “a controllo numerico”: è una sorta di catena di montaggio, dove le montature degli occhiali vengono tagliate in serie da apparecchiature industriali.

La differenza si vede e si sente:

«Nel primo caso la qualità del prodotto è garantita, nel secondo c’è comunque un buon livello ma in un contesto in cui il processo di realizzazione nasce per ottenere pezzi nel minor tempo possibile. Fatta questa distinzione, non significa che avendo indosso un modello griffato sia di fatto sinonimo di eccellenza».

IL SEGRETO È PENSARE AL CLIENTE

Marco Melis ha realizzato i suoi prodotti per artisti di livello internazionale che non si accontentano di un prodotto qualsiasi, vogliono il meglio. Come è riuscito a conquistare personaggi del calibro di Spike Lee?

«La differenza è l’approccio. Io guardo l’anima delle persone, indipendentemente dalla loro bellezza o estrazione sociale. A me piace prolungare l’anima delle persone e farla risaltare sul volto».

Un esempio è stato l’occhiale disegnato per Monica Bellucci: «Ho pensato in un primo momento alla diva che risiede dentro lei, ma era troppo scontato. Ho scelto quindi di proteggere la sua parte interiore, quella timida. Monica ha voluto sapere ogni singolo procedimento adottato per i suoi occhiali e quando li ha indossati li ha definiti “dei bellissimi guanti”. Gli occhiali per Spike Lee sono nati con una provocazione, ho voluto crearli in una forma che lui non usa mai: con le lenti a goccia ma strani, anima in metallo e borchie in acetato. Praticamente due occhiali in uno. Volevo che avesse un pezzo unico che esprimesse robustezza e stabilità come una sorta di incontro tra due mondi».

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LA NUOVA AVVENTURA: IL CINEMA

Un imprenditore non è solo una persona che investe i suoi capitali in una azienda per produrre qualcosa, è soprattutto un curioso, una persona che si vuole sempre mettere in gioco. Nel caso di Marco Melis è il cinema con un film di cui è produttore ed è la coronazione di un sogno: «È un’esperienza che volevo fare. Avendo molti amici nel campo ed essendo io imprenditore, ho deciso di fare questo passo conscio che oggi l’economia del nostro Paese la può salvare solo l’impresa, l’investimento. A breve potrò entrare più nello specifico, e svelare trama e cast».

 

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