Cos’è l’EXAMOPHOBIA, i sintomi, le cause e 13 consigli per superare la paura dell’esame

Domanda: Ho una fifa folle, ho un’ansia che mi si porta, è normale? Ho sentito parlare di Examophobia, cos’è?

Sì, è normale, o almeno entro certi limiti. Un esame è la prova che stabilisce se il tempo passato a studiare è stato fruttuoso o meno. Non basta “studiare”, ovvero imparare qualcosa per prendere un bel voto all’interrogazione singola (nel caso delle superiori) ma devi anche aver “appreso” ciò che hai studiato e che puoi usare in futuro. Questo è l’esame, una mega-interrogazione su ciò che hai studiato e appreso in tutti questi mesi o anni di studi. Quindi, è ovvio che studiare 10 pagine di una materia è una cosa, interi libri di tante materie è un’altra. Questo porta all’ansia soprattutto per via del risultato finale: se lo passi, evviva. Se non lo passi, devi ricominciare da capo. È ciò che viene definita “Examophobia”, vediamo di cosa si tratta.

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COS’È L’EXAMOPHOBIA (EXAMINATION PHOBIA)

Questo è il termine coniato per definire l’ansia da esame e per l'”International Journal of Indian Psychology” ne è affetta la metà degli studenti (il 18% denuncia uno stato di ansia moderatamente elevato e tra il 16 e il 20% uno stato molto elevato). I “sintomi” dell’Examophobia sono quelli tipici dell’ansia: ci si sente impotenti, vuoti, non ci si ricorda nulla, come se tutte le ore passate a studiare fossero state inutili. Cosa ancora più strana: la sera prima sapevi tutto, la mattina dell’esame ripeti e sai tutto, e poi, mezzora prima… il vuoto.

I SINTOMI DELL’EXAMOPHOBIA

I piedi freddi, il cuore batte forte, le mani sudano, il cervello è annebbiato… ma che diavolo sta succedendo? Sono alcuni dei sintomi dell’examophobia. Chi ne soffre subisce questo grave stress, è incapace di concentrarsi, ha amnesia improvvise e anche alcuni sintomi fisici come vomito o diarrea. Nel peggiore dei casi può portare anche depressione.

LE CAUSE DELL’EXAMOPHOBIA

Sembra che ci siano delle basi in comune fra chi soffre;

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LE ASPETTATIVE: I genitori si aspettano sempre il meglio dai figli e i figli vivono il possibile tentennamento all’esame come un fallimento che va oltre l’esame non superato o non superato al 100%. Una pressione sul risultato enorme perché ne va dell’affetto stesso dei genitori.

IPERPROTEZIONE: Anche il contrario può essere un problema. Se i genitori hanno sempre protetto il proprio figlio senza mai responsabilizzarlo e dando invece sempre la colpa agli altri (gli amici “bulli”, gli insegnanti ecc.). Questo causa l’incapacità nel ragazzo di affrontare le sfide della vita e l’esame, in fondo, lo è. Non è una questione di vita o di morte ma in quel momento è come se lo fosse.

MANCANZA DI SICUREZZA: Un bambino cresciuto in un ambiente dove si tende sempre a discutere e dove non ci sono certezze, può crescere con poca sicurezza e autostima e questo determina forte stress nelle scelte e nelle prove da superare. 

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LA DIFFERENZA SOGGETTIVA: Ognuno è bravo in qualcosa e non necessariamente siamo tutti bravi in tutto. È vero che l’obiettivo formativo è quello di dare a tutti lo stesso tipo e le stesse quantità di informazioni, ma ogni soggetto è diverso e qualcuno potrebbe andare male non perché non ha studiato, ma perché non riesce a dare il meglio con questo tipo di formazione. Questo, purtroppo, ha a che fare con la mancanza di empatia e di conoscenza della psicologia di base da parte di alcuni insegnanti per cui lo studente deve imparare le nozioni e non avere troppe pretese o accampare scuse.

COME AFFRONTARE L’EXAMOPHOBIA

Si possono fare molte cose:

  1. PER I GENITORI: NO ALLE ASPETTATIVE E ALLE PRESSIONI: I genitori dovrebbero conoscere il proprio figlio e sapere fin dove può arrivare e, soprattutto, dovrebbero capire come aiutarlo. Un conto è stimolarlo a fare meglio, un conto è fargli pesare quando fallisce. La vita è competizione, certo, ma non si gioca sempre sullo stesso campo e magari quello in cui il figlio può primeggiare è del tutto sconosciuto ai suoi genitori.
  2. PER I GENITORI: NO ALL’IPER PROTEZIONE: Nessun genitore vuol vedere sbagliare suo figlio sapendo che un errore anche insignificante e stupido potrebbe compromettere anni di sforzi per la sua crescita o la sua stessa vita che può essere messa in pericolo. Un conto però è far capire quali sono i limiti oltre cui non andare, un altro è tenerlo dentro una campana di vetro.
  3. PER I GENITORI: INSEGNARE LA PRIORITÀ AL FIGLIO: È normale che i giovani, magari studenti, abbiano delle prorità diverse rispetto ai genitori che devono arrivare alla fine del mese. È importante che i genitori insegnino quali sono le richieste necessarie e quali non necessarie al proprio figlio, ma capendo le sue necessità tipiche del periodo che sta vivendo.
  4. PER GLI INSEGNANTI: PIÙ PSICOLOGIA: Non devono limitarsi alle nozioni, non devono riprendere e offendere gli studenti mettendoli in imbarazzo davanti agli altri. Il cappello d’asino o la bacchettata sulle mani sono preistoria, fortunatamente non ci sono più. Deve esserci più psicologia infantile, più empatia e più consulenza verso chi resta indietra. L’insegnante sta lì per lo studente, non viceversa.
  5. PER GLI STUDENTI: IMPARARE TECNICHE NUOVE: Il metodo “leggi > fai riassunti > ripeti 100 volte ogni frase > ripetila ad alta voce” non funziona per tutti. Anzi, spesso funziona poco perché si stimola solo la memoria a breve termine. Oggi ci sono tecniche di memorizzazione molto più veloci ed efficaci che ti permettono di ricordare concetti anche complessi con facilità e per lungo tempo: leggi il nostro articolo sulle tecniche di memorizzazione.
  6. PER GLI STUDENTI: PREPARATI PER TEMPO: Se aspetti solo gli ultimi giorni ti ritroverai con una quantità enorme da studiare ed è difficilissimo. Meglio organizzarti per tempo: ogni giorno, fai i riassunti solo della lezione di oggi anche se l’interrogazione o l’esmae ci sarà fra due mesi. Meglio 20 minuti ogni giorno e poi qualche pomeriggio nei giorni precedenti, piuttosto che le ammazzate full immersion solite.
  7. PER GLI STUDENTI: FOCUS SUL COSA E IL PERCHÉ, NON SUL VOTO: Se devi studiare Dante o un procedimento di matematica, forse il tuo pensiero sarà “Ma che cacchio ci faccio con queste cose in futuro? Sono inutili!”. Ecco, se parti così, studiare sarà come scalare l’Everest. È come se ti invitano a una festa a cui non hai voglia di andare. Per “convincerti” cosa fai? Cominci a pensare a chi troverai lì, ecc. Idem, con la scuola. Dante? Immagina di fare dei video sui social in cui spieghi Dante: magari diventerai il “quello che spiega Dante” e parleranno di te anche i giornali, gli amici ecc. E magari da cosa nasce cosa…
    Trova sempre un motivo che non sia solo il voto.
  8. PER GLI STUDENTI: RALLENTA L’ANSIA: È normale provare l’ansia, non è normale farsi sopraffare e per questo devi tenere il controllo. Durante una mareggiata, il capitano della nave non si spaventa più di tanto, tiene saldo il timone e cerca di portare la nave in porto. Tu devi fare lo stesso: organizzati, studia un po’ alla volta, impara le tecniche di memorizzazione e usale. E vedrai che il giorno prima dell’esame sarai tranquillissimo.
  9. PER GLI STUDENTI: USA LA VISUALIZZAZIONE: Gli atleti che si allenano visualizzando la gara, poi ottengono risultati migliori. Tu fai lo stesso. Invece di ripetere la lezione mentre ascolti la musica, rispondi a una chat, e così via, fermati e immagina di essere all’esame. Fai tutti i passaggi. Bussi alla porta della tua camera, chiedi se è il tuo turno, entri, saluti tutti, ti siedi. Guardati intorno: guarda la faccia dei professori, l’aula, assaporta anche gli odori. Ti accorgi se stai facendo bene se sentirai un brivido di emozione nel corpo. Fallo ogni giorno e all’esame ti sentirai prontissimo.
  10. PER GLI STUDENTI: DIVIDI IL LAVORO: Nel management, si usa una tabella di produzione divisa in 3 parti: COSE DA FARE – COSE IN LAVORAZIONE – COSE FATTE. Tu fai lo stesso, prendi una lavagna e fai 3 colonne: COSE DA STUDIARE – COSE CHE STUDIO OGGI – COSE STUDIATE E DA RIPASSARE.
  11. PER GLI STUDENTI: LE PAUSE: Le full immersion di ore e ore sono controproducenti perché l’attenzione è limitata. Quindi, ogni 20/30 minuti, alzati e fai una pausa di 5 minuti. Qualunque cosa che ti svaghi il cervello. Poi, quando riprendi, usa i primi 2 minuti per ripetere al volo quello appreso nel ciclo precedente.
  12. PER GLI STUDENTI: CURA L’ALIMENTAZIONE E RIPOSATI: Anche se non ti sembra, ma l’esame non è solo un fatto del cervello, coinvolge tutto il corpo. Quindi, mangia leggero ma mangia perché altrimenti il cervello non è alimentato bene. Fai attività fisica e muoviti, perché così allenti lo stress. Dormi abbastanza e evita le ore piccole, perché il corpo deve essere riposato. E lascia stare strani integratori, l’alcol e le droghe.
  13. PER GLI STUDENTI: FREQUENTA GLI AMICI: L’esame lo superi tu, ma lo fate in migliaia di persone. Non chiuderti in te stesso, ma organizza dei gruppi di studio in cui vi supportate, vi interrogate e vi aiutate a vicenda.

 

Foto: cottonbro (Pexels)

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