STAGE: Cos’è e perché è meglio farlo (a prescindere dal lavoro che farai)

Domanda: Mi sono appena laureato e sto trovando solo degli stage. Perché? Io voglio essere assunto, non lavorare gratis. Perché devo farlo? 

Diciamo la verità, ormai la laurea in sè, da sola, non serve più a molto. È importante, certo, quasi tutti gli annunci di lavoro prevedono che i candidati abbiano una certa laurea, ma conta molto anche l’esperienza in un certo campo. Ipotizza di essere il capo di un’azienda che fattura milioni di euro e stai cercando un laureato in Economia e Commercio per un ruolo abbastanza delicato. Lo affideresti a uno che ha soltanto studiato la teoria ma che di fronte a un problema pratico non saprebbe cosa fare oppure a uno, altrettanto laureato, ma che ha già una certa esperienza e sa come comportarsi in quel caso?
Tutte le aziende richiedono esperienza e capacità pratiche ed ecco che una chance in più in questo senso arriva proprio dallo stage (da pronunciare “staj” alla francese e non “steig” all’inglese).

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– Cos’è lo Stage: Corrisponde ad una sorta di tirocinio all’interno di un’azienda, che ti dà la possibilità di fare un’esperienza lavorativa concreta con il sostegno di un tutor, cioè un collega più esperto che ti segue per tutto il tempo.

– A cosa serve: Oltre a mettere in pratica le tue conoscenze teoriche, ti permette di toccare con mano in che cosa consiste il lavoro e capire se fa per te. Inoltre ti offre l’opportunità di conoscere molti professionisti che potrebbero aiutarti ad inserirti nel mondo del lavoro. Anche il tuo CV ci guadagna, arricchendosi di esperienze e credenziali.

– Come funziona: Un’azienda pubblica o privata, in Italia o all’estero, deve dare la propria disponibilità e indicare le figure professionali che possono essere ricoperte dallo stagista. Una volta scelto il candidato, un ente promotore con la funzione di garante stila la “convenzione”, cioè un documento approvato dall’azienda e dallo stagista in cui viene definito la durata, il tipo di impegno, il rimborso spese ecc.

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– Quanto dura: Può variare dai 3 mesi a uno o due anni.

– Quanto si guadagna: Di solito non è previsto uno stipendio, ma un rimborso spese che in media si aggira intorno ai 400-500 euro. Di solito.

– Quale scelgo? Ci sono sempre più aziende che offrono la possibilità di fare uno stage presso di loro e spesso non si riesce a capire quale possa essere il più valido per la propria formazione.

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Eccoti alcuni piccoli consigli, che forse possono aiutarti a chiarire le idee:

  1. Valuta se l’offerta dello stage è in linea con i tuoi studi o i tuoi interessi. Se così non fosse, non ti accontentare, ma continua a cercare.
  2. In un’azienda medio-grande, hai maggiori garanzie di essere seguito con cura e di veder rispettato il tuo diritto previsto dalla legge di essere seguita da un tutor.
  3. Se hai voglia di fare più esperienze in diverse aziende, opta per uno stage breve, magari rinnovabile nel tempo.
  4. Ci hai ripensato? Puoi interrompere il tirocinio quando vuoi (ricordati che è un diritto anche dell’azienda), ma per correttezza fornisci le tue motivazioni con un minimo d’anticipo. 
  5. Maggiore è la durata dello stage, più alta è la possibilità di essere assunti. Se questo è un tuo obiettivo, ricordati che non sono importanti solo le competenze professionali, ma anche i rapporti interpersonali che hai allacciato. 

– A chi rivolgerti: Centri di formazione, Uflicio stage dell’Università, Uffìcio relazioni con il pubblico delle Regioni e delle Province, Agenzie per l’impiego, Sportelli stage, Associazioni di categoria, Siti internet dedicati al lavoro.

 

Foto: Alessandro Tiberi in Boris – Il film (Rai Cinema)

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