Domanda: A lavoro continuano a farmi fare dei corsi di aggiornamento per la Formazione Continua, ma perché? Tra un po’ vado in pensione e ancora devo studiare?

Il diploma, la laurea, i master, tutte cose fatte e finite tanti anni fa eppure tutti noi dobbiamo continuare a studiare, frequentare corsi, aggiornarci? Perché? Ormai li corsi di formazione sono a milioni, ce n’è per ogni aspetto della vita e sembra che sia più importante studiare che lavorare. È davvero così?

RIVOLUZIONE DIGITALE: BISOGNA STUDIARE SE NON VUOI PERDERE IL TUO POSTO DI LAVORO

La diffusione sempre maggiore di smartphone e della tecnologia sta portando a un cambiamento radicale del mondo come lo conosciamo noi e a un calo di 75 milioni di posti di lavoro dovuto ad automazione sarà correlato un guadagno di 133 milioni di nuovi posti entro il 2022. La pandemia del Covid19 ha solo accelerato questo processo. In futuro, il 20-25% delle risorse umane subirà profondi cambiamenti nelle mansioni. 
Sono alcuni dei dati analizzati nell’ambito del Forum tematico “Formazione: investimento nella crescita” promosso da Fabbrica per l’Eccellenza, la learning community di Compagnia delle Opere per le medie imprese italiane. Il problema è che in Italia il 50% degli adulti ha competenze digitali medio basse o addirittura inesistenti (Osservatorio Cdl Consulenti del Lavoro) e questo va di pari passi con una quota tra l’8 e il 10% di posti di lavoro che rischia di scomparire. 

LO STUDIO NON FINISCE CON IL DIPLOMA O LA LAUREA

È necessario che gli italiani comincino a pensare che il loro impegno di formazione non finisce con il diploma o la laurea e che una volta trovato un lavoro non ci si può rilassare. Bisogna continuare a studiare, sempre, perché ciò che oggi diamo per scontato domani sarà preistoria, e ciò che sarà comune domani forse oggi non è stato ancora inventato.

Hai studiato tanto per imparare un lavoro? Ok, devi ricominciare a studiare.


È importante perfezionare le proprie “skills”, le competenze, sia quelle tecnologiche che quelle “soft” (le relazioni, l’empatia, l’abilità al gruppo di lavoro). Riguardo al fenomeno dello “skill shift”, ovvero la variazione prevista dal 2016 al 2030 del numero delle ore lavorate per tipologia di mansione, si rileva che:

– Le competenze fisiche e manuali (38% delle ore lavorate attualmente) subiranno una variazione del – 15% nel 2030 divenendo “abilità tecniche, di controllo”.

– Le competenze cognitive di base (attualmente al 17% delle ore lavorate) anch’esse caleranno del 15% trasformandosi nel 2030 in “data entry, capacità di calcolo”.

– Le competenze cognitive di alto livello (oggi al 19% delle ore lavorate) subiranno invece un incremento pari al +9% e diventeranno “pensiero critico e problem solving”

– Le competenze sociali e relazionali (le cosiddette soft skills), oggi quantificate nel 15% delle ore lavorate, faranno segnare nel 2030 un sensibile incremento (+27%) e si trasformeranno in “lavorare in gruppo, capacità di leadreship”.

– Le competenze tecnologiche, nel 2016 pari al 10% delle ore lavorate, aumenteranno in maniera esponenziale (+61%) traducendosi in “programmazione e analisi dati” (Elaborazione Ernst & Young su dati Anpal – Agenzia Nazionale Politiche Attive Lavoro). 

Devi studiare, devi studiare, devi studiare. Sempre, per tutta la vita. Devi studiare, devi studiare…

BISOGNA ACCETTARE CHE IL MONDO STA CAMBIANDO

Sembrano paroloni difficili da comprendere, ma è bene cominciare a familiarizzarci perché diventeranno la base del mondo del lavoro di domani, anche perché l’automazione non impatterà in tutti i Paesi allo stesso modo in termini di perdita di posti di lavoro, ma quelli con tassi di disoccupazione elevati, bassa formazione e scarsi investimenti in tecnologia subiranno le conseguenze dell’automazione maggiormente di altri. La condizione dell’Italia.
È importante continuare a studiare, anzi, cominciare a studiare perché in molti casi ciò che si è studiato e fatto finora non sarà più tanto utile in un mondo che avrà come concorrenti i nativi digitali, che magari oggi sono ancora nelle scuole dell’obbligo, ma domani saranno i vostri concorrenti per i posti lasciati liberi dai software del futuro.

 

Credit foto: Tumisu (Pixabay), Giphy

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