Domanda: È un caso o oggi ci sono molti più miopi rispetto a una trentina di anni fa quando ero più piccolo? Qual è il rapporto fra miopia e computer?

Ormai facciamo tutto davanti allo schermo di una tv, di un tablet o di un computer. Guardiamo film in streaming, leggiamo libri in ebook, giochiamo con le console ecc. È il tempo che cambia, ed è normale. Il problema è l’effetto collaterale di questo stare tutto il giorno davanti ad uno schermo: stiamo lentamente perdendo la vista.
La causa sarebbe proprio l’aumento dell’attività visiva “da vicino” a discapito di quella “da lontano” che avremmo se guardassimo il mondo reale, all’aria aperta, invece di stare sempre con la testa sullo smartphone o davanti a un monitor. 

Un problema che parte dai bambini

Una ricerca di Taiwan ha scoperto che il problema comincia da piccoli: su 1.958 bambini dai 7 ai 12 anni, il 26,8% era già miope prima ancora di cominciare la scuola, mentre il 28% di chi aveva dieci decimi si ritrova ad avere un problema visivo nei successivi tre anni. D’altronde ormai sono sempre di più i genitori che per mancanza di tempo, o di pazienza, lasciano che i propri figli vengano distratti da un tablet o dallo smartphone, ma questo comportamento alla fine lo paga il bambino. 

La Computer Vision Syndrome

Ormai è difficile farne a meno visto che siamo nell’era del “Computer vision syndrome”, ovvero i disturbi causati dall’uso prolungato di pc e smartphone che arriviamo ad usare in media fra le 8 e le 10 ore con picchi fino a 15 ore. A lungo andare questa pressione affatica l’occhio che tenderà alla miopia.
Per questo gli oculisti consigliano di fare delle pause ogni 20-30 minuti guardando il panorama dalla finestra o alzandosi per fare due passi cercando di guardare il più lontano possibile. La regola è quella del “20-20-20”: ogni 20 minuti si fa una pausa di 20 secondi guardando a circa 20 piedi di distanza, più o meno sei metri.

E poi c’è il problema della luce blu, ovvero la luce emanata dagli schermi che fa malissimo agli occhi e per questo ci sono delle lenti che possono prevenire questi disturbi.

 

Credit foto: Victoria Borodinova (Pixabay)

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