Ogni generazione ha la sua causa per stimolare i dolori cervicali, quella di oggi è data dall’uso dei dispositivi elettrici e dalla postura che assumiamo per usarli. Il risultato sono problemi legati alla postura che con il tempo possono addirittura diventare cronici.
Stiamo parlando della cervicalgia, ovvero il dolore al collo che si espande coinvolgendo anche altri muscoli e che può sfociare in un mal di testa. Più del 50% della popolazione mondiale ha sperimentato un attacco di cervicale almeno una volta nella vita e circa nel 10% dei casi il dolore può diventare cronico.

Problema di postura e le cause della cervicalgia

Quello che si sa è che spesso la cervicalgia è il frutto di una inadeguatezza posturale in cui la testa di protende in avanti annullando la fisiologica curva in avanti del collo. Colpa della posizione che adottiamo quando siamo davanti al computer o allo smartphone: una recente ricerca dell’università della Giordania ha mostrato una significativa associazione fra il dolore al collo e le ore passate a guardare lo smartphone.
Solitamente la sintomatologia è causata da una semplice infiammazione che colpisce una delle sette vertebre cervicali e per fortuna la cosiddetta cervicale non coinvolge mai il midollo spinale, causando però un irrigidimento del collo e una forte riduzione della capacità di movimento della testa. 

Le cause sono varie e le più diffuse sono:
– Sedentarietà.
– Postura scorretta.
– Ernie cervicali.
– Ipercifosi dorsale.
– Iperlordosi lombare.
– Osteofiti.
– Spondilosi.
– Stress.
– Alcune malattie come l’artrite reumatoide, l’osteoartrosi, l’ernia del disco o altre.
– Piccoli traumi come colpi di frusta o altri simili che spesso vengono confusi con il “torcicollo”. Il torcicollo è una contrattura dolorosa di alcuni muscoli del collo scatenata da esposizioni al freddo senza coinvolgere le vertebre cervicali. È vero però che in entrambi i casi si muove il collo a fatica o addirittura si deve muovere tutto il busto per voltarsi. 

Quando emerge, i sintomi e come trattarla

Il picco di insorgenza è fra i 40 e i 60 anni e può arrivare in occasioni anche innocue come il dormire su un cuscino non adeguato o un materasso troppo morbido.
Solitamente i sintomi dolorosi passano con farmaci da banco come analgesici e antinfiammatori che comunque vanno prescritti da un medico che può anche consigliarci una visita specialistica soprattutto se oltre al dolore locale si associano anche altri disturbi alla vista o all’udito, vertigini, nausea o vomito.
La fisioterapia può essere molto utile a correggere i problemi posturali e a ripristinare la mobilità del collo ma è importante che venga svolta da professionisti del settore, anche se comunque l’infiammazione va gestita a livello farmacologico.
Ci sono alcune manovre che possono aiutare (ma è bene farselo consigliare da un fisioterapista o da un medico) come, da seduti, muovere lentamente la testa in senso anteriore (si tiene fermo il collo e si avvicina il mento al collo) o laterale (si gira la testa come se si guardasse verso sinistra o verso destra, portando il mento verso la spalla), ma, ripetiamo, sono manovre che seppur semplici nella descrizione e nell’esecuzione, potrebbero causare delle difficoltà quindi prima di farle è bene consultare un esperto. 

Di sicuro ciò che fa bene è quello di fare delle frequenti pause (ogni 20 minuti) se si passano tante ore davanti al computer o consultando lo smartphone, tenere gli schermi sempre all’altezza degli occhi, fare esercizi di stretching e attività fisica, magari frequentare un corso di yoga, tai chi o comunque di una ginnastica posturale, evitare le correnti fredde o di umidità, e cercare di rilassarsi attraverso la respirazione.

 

Credit foto: Milius007 (Pixabay)

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