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Domanda: Il ballo, la palestra, la corsa… non sto mai ferma e comincio ad accusare il colpo. È vero che troppo allenamento fa male?

Tutti sanno che il fitness è necessario per avere un corpo in salute. Bisogna fare attività fisica per tenere vivo il nostro organismo e per questo bisogna combattere la sedentarietà. Il problema però avviene anche nel caso contrario, ovvero il troppo allenamento. Cosa succede, infatti, se la passione per la palestra o per qualsiasi altra attività prenda il sopravvento?

Consigli
FAI ATTENZIONI AI SEGNALI DEL CORPO

È importante riconoscere i segnali d’allarme. Quando il dolore scende lungo le braccia, che sono il simbolo dell’operosità dell’essere umano, di solito il messaggio è chiaro: fermati e recupera le energie e cambia attività.
Le spalle sono rigide? È tipico delle persone che accentrano tutte le responsabilità su di sé, cioè di quelle persone che non riescono a delegare ad altri il lavoro. Il male si blocca sul collo e causa senso di vertigini, può essere tradotta come una crisi momentanea di insicurezza, ci si sente impotenti e magari sole. II rimedio è semplice: rifletti sui messaggi che il tuo corpo ti invia e dedicati ad essi assecondando le debolezze o i desideri in apparenza superficiali. Sia a livello corporeo che mentale. 

L’INSIDIA DEL TROPPO ALLENAMENTO (OVERTRAINING)

Il sovrallenamento, meglio definito come “overtraining”, si manifesta in quegli atleti che fanno degli esercizi consecutivi ed eccessivi senza mai avere intervalli di riposo. Inizia a manifestarsi con semplice stanchezza e svogliatezza durante gli allenamenti che giorno dopo giorno sono sempre più faticosi (anche se in verità sono sempre gli stessi).
Questo può essere un campanello d’allarme per destare i primi sospetti e prendere di conseguenza dei periodi di pausa per dare la possibilità al corpo di recuperare le energie spese. Se, invece, la fatica ti stimola ad aumentare il ritmo, le conseguenze saranno maggiormente gravi: consumerai lentamente le tue fasce muscolari invece di potenziarle. ln questi casi estremi solo il medico potrà intervenire prescrivendo riposo e alimentazione mirata a ripristinare i muscoli “bruciati”.

ATTENTA ALLA CYCLETTE

Vai pazza per lo spinning, le cyclette o la corsa in bici all’aperto? Devi proteggere le zone intime e prevenire i dolori della posizione data dalle lunghe sedute sul sellino con conseguente compressione del nervo pudendo che si estende tra i genitali esterni e la vescica. Si verificano i sintomi di pesantezza e minore sensibilità nella zona genitale. Questo può creare una forma di arrossamento nell’area del clitoride. Dopo, i sintomi talvolta si manifestano con la presenza di formicolii e punture d’ago (in medicina definiti parestesie). In alcune ragazze si possono creare delle infiammazioni della zona genitale, tanto che crea bruciori all’entrata vaginale dando dolori al momento del rapporto sessuale. A tutto questo si possono aggiungere sintomi urinari dati da cistite (continua urgenza di urina, bruciori, e senso di peso).
ll consiglio è che come soluzione adotti delle “pause” durante l’allenamento, cioè, durante i percorsi fermati e cambia posizione in modo tale che non vi sia troppa compressione sulle zone intime e altamente a rischio.
l disturbi sono reversibili se si prendono immediatamente le contromisure.

ATTENZIONE ALLA VIGORESSIA

Si tratta della vigoressia o “complesso di Adone” che è sempre più diffusa e che colpisce tutti ma soprattutto uomini fra i 18 e i 35 anni. Una sindrome che colpisce anche per il dilagare dei social di immagine come Instagram o TikTok che più che le idee e le opinioni stimola le persone a mostrare il proprio fisico che deve essere sempre perfetto e curatissimo (alla faccia del “non mi interessa omologarmi agli altri, io sono unica e diversa dagli altri”).
Per carità, tutti vogliamo apparire al meglio sui social, ma in questo caso non è un desiderio, bensì è l’unica gratificazione, come emerge dal profilo realizzato dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri. Secondo gli esperti è bene fare attività fisica ma non bisogna diventarne dipendenti, mettere l’allenamento al centro della propria vita spingendo la persona a togliere spazio al resto, quindi condannandosi a una sorta di isolamento sociale, per dedicarsi solo al miglioramento fisico ed estetico del proprio corpo.
È facile capire quando si è affetti da questa patologia: se entro 24 ore dall’ultimo allenamento, si sente il bisogno impellente di tornare in palestra anche se si è esausti e sfiniti fisicamente, allora è il caso di porsi qualche dubbio.

 

Foto: Sammy-Sander (Pixabay)

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